Coronavirus, scontro social tra Balasso e Burioni

Botta e risposta tra il virologo e il comico veneto. «Di medicina non sa nulla, perchè ne parla?». «Consiglio di non ricordare troppo al pubblico che non capisce un cazzo»

I 12 punti scritti da Natalino Balasso sul suo profilo Facebook riguardo all’emergenza Coronavirus non sono proprio andati giù al virologo Roberto Burioni che ha risposto a tono. Tutto è iniziato con un post del comico veneto che nel primo punto ha sottolineato che «sono morte più persone per polmonite l’anno scorso che per coronavirus quest’anno» e conclude dicendo «che se un virus non dà sintomi nell’80% delle persone e solo nel 5% si sviluppano complicazioni, beh, l’immunità di gregge c’è già. Una civiltà avanzata avrebbe curato bene quei 3 milioni di persone e non messo tutti a casa. Ma la domanda è, siamo una civiltà avanzata? A giudicare dalle nostre armi si direbbe di sì, 400.000 euro per il casco di un pilota d’aereo curerebbero un bel po’ di persone però».

La risposta di Burioni non si fa attendere: «Io ho capito che lei di medicina non ne capisce niente e mi chiedo il motivo per cui debba scrivere sciocchezze che disorientano le persone in un momento difficile invece di usare il suo talento per farle sorridere».

Ecco la controreplica di Balasso: «Non capisco perché mi tratti come uno che parla di medicina, io esprimo da anni pareri personali e non deve Burioni pensare che la gente, per il semplice fatto di essere curiosa di come io la pensi, cerchi proprio da me informazioni mediche, o scientifiche, sarebbe un modo stupido di usare i social. Rimanedendo però sul suo lessico, potrei dire che così io non mi occupo di medicina, e non lo faccio glielo assicuro, egli non dovrebbe occuparsi di comicità. “Far sorridere la gente” è espressione di chi intende la comicità come messaggio consolatorio, non è quel che intendo debba essere la mia arte. Gli consiglio però di non ricordare troppo al pubblico che non capisce un cazzo, non è l’approccio per far sì che il pubblico si fidi di lui; ma forse sto invadendo il campo della psicologia e non è il mio mestiere. Per “far sorridere” Burioni, gli riporterò un dialogo tratto da uno dei miei video, molto contestati perché molti non tollerano l’idea che l’arte possa parlare della realtà raccontando menzogne: – Dottore, di là c’è uno che si sente male. – E lei cosa ne sa? È medico, lei?».

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