Boccia: «Governatori che riaprono se ne assumono la responsabilità»

Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie: «Parlare di normalità vuol dire illudere la gente». E fa un appello agli scienziati: «Servono certezze, non tre o quattro opzioni per ogni tema»

«Parlare di normalità vuol dire illudere la gente, perché se fai un errore distruggi settimane di sacrifici di tutti. A chi non ha colto l’insegnamento di questi 45 giorni perché annebbiato dal dio denaro, ricordo che l’Italia conta 160 mila casi e 20 mila morti». Queste le parole del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, al Corriere della Sera. «Chi pensa che il futuro sarà come il passato pre coronavirus, non ha capito in che fase del mondo siamo entrati. Ai fautori dell’aprire a tutti i costi ricordo che la solidarietà è venuta dal volontariato, dai medici e dagli infermieri partiti anche a Pasqua per andare in corsia al Nord, mettendo a rischio la loro salute. I presidenti che vogliono riaprire se ne assumono la responsabilità».

Poi Boccia ha fatto un appello agli scienziati: «Chiedo alla comunità scientifica, senza polemica, di darci certezze inconfutabili e non tre o quattro opzioni per ogni tema. Chi ha già avuto il virus, lo può riprendere? Non c’è risposta. Lo stesso vale per i test sierologici. Pretendiamo chiarezza, altrimenti non c’è scienza. Noi politici ci prendiamo la responsabilità di decidere, ma gli scienziati devono metterci in condizione di farlo. Non possiamo stare fermi finché non arriva il vaccino».

(ph: imagoeconomica)

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