Donazzan: «Veneto si è sempre preso responsabilità. E il governo schizofrenico?»

L’assessore regionale al Lavoro risponde al ministro Boccia: «L’economia è l’unica cosa che ci potrà salvare, non certo Roma. Si pensi a riapertura intelligente»

«Ci siamo sempre assunti la responsabilità, quando il 4 febbraio abbiamo detto al governo di controllare chi arrivava dalla Cina e ci hanno accusati di discriminazione. Ci siamo presi la responsabilità quando abbiamo chiuso un intero paese, eppure ci guardavano con attesa, era il tempo in cui qualcuno andava a prendere gli aperitivi a Milano. Richiamare il Veneto alla responsabilità è la cosa più sbagliata, perché noi l’abbiamo sempre fatto». Così l’assessore all’istruzione della Regione Veneto, Elena Donazzan (Fdi) ai microfoni della trasmissione L’Italia s’è desta, su Radio Cusano Campus, in merito alle parole del ministro Boccia che agli amministratori che riaprono chiede di assumersi le proprie responsabilità.

L’assessore continua: «L’economia è l’unica cosa che ci potrà salvare, non certo il governo. Sono molto preoccupata per il sistema moda. La catena moda ad aprile-maggio produce tutto ciò che serve per la stagione autunno-inverno. Non è una forma di egoismo, è una forma di sopravvivenza. Riteniamo si debba immaginare una ripartenza intelligente, quindi va pensata da subito, con il prerequisito della sicurezza. La cosa più delicata è mantenere il presidio sanitario che continui a lavorare, evitando il sovraffollamento degli ospedali. Però va ripresa in mano la nostra vita perché abbiamo un’emergenza economica grave come quella sanitaria».

Se il problema sono gli assembramenti, secondo l’assessore, «è semplice il ragionamento da fare: nell’azienda si deve poter produrre in sicurezza, quindi il lavoratore può andare al lavoro con i protocolli di sicurezza adeguati. In un’azienda tutto è controllabile, molto più che altrove. Resta il grave problema del turismo e di tutto ciò che è ricettività, nessuno ci sta pensando ma quello è il vero dramma». L’atteggiamento del governo «l’ho trovato un po’ schizofrenico fin dall’inizio. Trovo che ci sia il richiamo all’unità nazionale solo quando fa comodo. Si fanno appelli all’unità, poi si usano le conferenze stampa di Conte a reti unificate per attaccare l’opposizione, questa è una cosa da Corea del nord», conclude.

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