Coronavirus, Istat: «A marzo 20% di morti in più»

La peggiore in questa triste rilevazione è Bergamo che segna un +382%

Esportazioni in crescita a febbraio su base mensile e, ancora più ampia, su base annua mentre le importazioni segnano il passo. E’ quanto emerge dalle rilevazioni diffuse oggi dall’Istat spiegando che a partire dai dati di febbraio 2020, con l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, l’istituto, in linea con la politica di diffusione Eurostat, pubblica i dati di commercio estero per le nuove aree, Ue27 ed extra Ue27. Le serie storiche per le due aree sono state
ricostruite per rendere coerenti i confronti temporali.

Import ed Export

A febbraio 2020 si stima una crescita congiunturale per le esportazioni (+1,1%) e una flessione ampia per le importazioni (-3,8%). L’aumento congiunturale dell’export è dovuto in particolare all’incremento delle vendite verso l’area Ue (+1,8%) mentre quello verso i mercati extra Ue è contenuto (+0,3%). Nel trimestre dicembre
2019-febbraio 2020, rispetto al precedente, si rileva un aumento sia delle esportazioni (+0,6%) sia delle importazioni (+1,1%). A febbraio 2020 la crescita su base annua dell’export è pari a +7,0% ed è determinata dall’aumento delle vendite registrato sia nell’area Ue (+8,0%), con maggiore intensità, sia in quella extra Ue (+5,9%). La lieve diminuzione tendenziale delle importazioni (-0,7%) è sintesi dell’incremento degli acquisti dall’area Ue (+1,8%) e del loro calo dai mercati extra Ue (-4,0%).

I settori migliori

Tra i settori che contribuiscono maggiormente alla crescita tendenziale dell’export nel mese di febbraio 2020 si segnalano articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+41,2%), altri mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (+14,4%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+11,9%). Su base annua, i paesi che contribuiscono in misura maggiore all’incremento delle esportazioni nazionali sono Stati Uniti (+22,3%), Germania (+6,8%), Francia (+7,5%), Belgio (+20,2%) e Turchia (+36,6%) mentre si registrano ampie flessioni delle vendite verso Cina (-21,6%) e Regno Unito (-8,2%).

I prezzi

Nel mese di febbraio 2020 si stima che i prezzi all’importazione diminuiscano dell’1,2% su gennaio 2020 e dell’1,5% su base annua. Nel mese di marzo si è registrata una parziale riduzione del flusso delle dichiarazioni Intrastat, conseguente al differimento al 30 giugno dei termini di trasmissione previsto dal Decreto ”Cura Italia”. Le azioni messe in atto per fare fronte a queste perturbazioni nella fase di raccolta dei dati hanno consentito di elaborare e diffondere, secondo il dettaglio informativo usuale, i dati sui flussi commerciali intracomunitari relativi al mese di
febbraio 2020. Questi saranno oggetto di revisione quando, concluso il periodo di sospensione dei termini di trasmissione, si renderanno disponibili tutte le dichiarazioni Intrastat relative al mese di febbraio.

Decessi

Si registra un aumento dei morti pari o superiore al 20 per cento nel periodo 1 marzo- 4 aprile 2020 rispetto al dato medio dello stesso periodo degli anni 2015-2019. L’emergenza coronavirus fa sballare i dati Istat sul totale dei decessi, in particolare nei Comuni più colpiti dall’epidemia da Covid-19. Nell’ultimo aggiornamento, svolto su un campione di 1.689 Comuni, l’Istituto prende in considerazione il numero di morti tra il 1 marzo e il 4 aprile scorsi con lo stesso periodo dello scorso anno. Fra i Comuni maggiori, in particolare, in testa a questa triste classifica c’è Bergamo, che segna un +382,8% di decessi. Seguono Crema (+322%) e Piacenza (+309,1%). E Poi Cremona, con un +286,6% di morti, Lodi (+261,5%) e Brescia (+203,8%). Oltre il 100% di decessi ci sono anche città come Parma (+164,3%), Biella (+154,5%), Imperia (+ 127,5%) e Aosta (+102%). A Como, in poco più di un mese, si registra invece un +86,4% del numero dei morti, seguono Varese (+70%), Genova (+54,4%) e Milano (+49,3%).

(ph: imagoeconomica)