La moda etica contro il Covid-19, da Quid mascherine certificate

Roma, 17 apr. – (Adnkronos) – Mascherine riutilizzabili, provenienti da filiera made in Italy e certificate dall’Istituto superiore di sanità. Così Quid, l’impresa sociale che offre opportunità di lavoro a persone vulnerabili (soprattutto donne) coinvolgendole nella produzione di capi di moda etica con l’etichetta , dopo la chiusura resa necessaria dall’emergenza sanitaria, ha riaperto riconvertendo la produzione nella creazione di diverse tipologie di mascherine protettive, una delle quali ha ricevuto ufficialmente la certificazione da parte dell’Iss(Istituto Superiore di Sanità).
Si tratta di Co-ver — la mascherina protettiva riutilizzabile certificata, da filiera Made-in-Italy, nata da un progetto di rete per iniziativa di Quid Cooperativa Sociale con il sostegno di Legacoop. Inizialmente, infatti, il progetto di produzione di mascherine è stato organizzato e sostenuto da Legacoop (grazie anche a un finanziamento iniziale di Coopfond), in un progetto che ha visto Quid come coordinatore di una produzione mirata a rispondere alle necessità di cooperative e aziende ancora in attività, per la protezione dei propri dipendenti.
Nella fattispecie, il prodotto approvato è una maschera facciale ad uso medico, di tipo I in deroga, in cotone, non sterile, con nasello, riutilizzabile e lavabile fino a 15 volte. Il tessuto utilizzato ha sostenuto un trattamento anti-goccia e anti-microbico. La mascherina è costituita da 1 strato di tessuto (97% cotone 3% elastan), con cucitura lungo il perimetro (misura finita L170mmxH90mm) e plissettature sui lati corti, orientate dall’alto verso il basso per evitare l’accumulo di polvere e goccioline e per dare ampiezza alla mascherina, evitando l’eccessivo appoggio al volto durante la respirazione.
I lati corti sono rigirati e bloccati con una cucitura, nella quale vengono fissati ulteriormente gli elastici: questa doppia fermatura garantisce la loro tenuta. Il dispositivo è inoltre fornito di nasello in lega di alluminio-magnesio, per una migliore aderenza al viso. La mascherina copre dunque la bocca e il naso, fornendo una barriera per ridurre al minimo la trasmissione diretta di agenti infettivi.
Questa tipologia di mascherina è riutilizzabile, per un minor impatto ambientale, e certificata lavabile fino a 15 volte. La procedura di lavaggio prevede l’immersione in una soluzione di 1 litro di acqua con 5 grammi di ipoclorito di sodio: il dispositivo dovrà poi essere sciacquato sotto acqua corrente, asciugato completamente all’aria e infine stirato alla massima temperatura su ambo i lati. Dopo l’utilizzo, dovrà essere smaltito in conformità alla legge vigente per i rifiuti potenzialmente infetti.
Le mascherine Co-ver saranno disponibili dalla prossima settimana per l’acquisto online in pack da 6, 50 o 100 pezzi. Per ottenere questa certificazione, Quid ha dovuto implementare e affinare un sistema qualità, dimostrando la tracciabilità dei prodotti e incontrando gli standard specifici di produzione richiesti dall’Iss.
Dalle autorizzazioni rilasciate fino a oggi, Quid risulta essere la 6a azienda in Italia su 268 proponenti a ricevere il placet per la creazione di mascherine, oltre ad essere con ogni probabilità una delle prime per le mascherine in tessuto lavabile. I dispositivi sono creati internamente a Quid, dalla cooperativa esterna Art Lining e da altre realtà del territorio che hanno dimostrato di mantenere gli stessi standard qualitativi richiesti.
“Siamo molto soddisfatti di questo risultato Ci siamo impegnati duramente in queste settimane per trovare il tessuto adatto, svolgere i test necessari e adattare i campioni alle normative richieste (UNI EN 14683 e Uni En Iso 10993). Un team interno creato appositamente, coordinato dal fondamentale lavoro del project manager Marco Penazzi e supportato dagli altri dipartimenti, ha lavorato giorno e notte per conseguire questo importante obiettivo”, afferma Anna Fiscale, presidente e fondatrice di Quid.
Inoltre, “desideriamo anche ringraziare gli attori impegnati sul territorio che ci hanno supportato, a partire da Legacoop nella fase di avvio e Confindustria. Oggi siamo felicissimi di poter presentare e produrre queste mascherine in tessuto, riutilizzabili più volte, come prodotto certificato”.