Vaccino Coronavirus, Cunial (Misto): «Non usare italiani come cavie»

«Dopo la sparata di alcuni esperti sull’utilizzo dei nostri militari per la sperimentazione del vaccino anti-Covid, e l’uscita del viceministro della Salute Sileri sull’obbligatorietà di un vaccino che ancora non esiste e che, a detta di autorevoli scienziati di tutto il mondo, non sortirà nessun effetto positivo degno di nota a causa della veloce mutazione del virus, arriva l’ordinanza dal Presidente della Regione Lazio, Zingaretti, per rendere obbligatoria la vaccinazione antinfluenzale e anti pneumococcica per tutti i cittadini over 65 anni e tutto il personale medico. È vergognoso che i liberi cittadini nonché i primi servitori dello Stato siano trattati come le ultime cavie». Ad affermarlo in una nota è Sara Cunial, deputata veneta del Gruppo Misto, ex M5S.

«A quanto pare Zingaretti vuole applicare anche nel Lazio l’eccellente modello lombardo, dove a suon di vaccini sono riusciti ad ottenere i sorprendenti risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti – prosegue Cunial – non dimentichiamo infatti che proprio nelle zone del bergamasco e del bresciano è stato attuato nell’anno 2019/2020 un piano straordinario di vaccinazione sia per il Meningococco C che per l’anti-influenzale del quale, da novembre 2019, sono state somministrate oltre 185mila dosi a categorie a rischio. Un record assoluto in Italia – sottolinea Cunial – Uno studio scientifico americano relativo alla stagione influenzale 2017-18, ha mostrato come la vaccinazione anti-influenzale aumenti il rischio di essere infettati dal coronavirus del 36% a causa di un fenomeno imprevisto di interferenza virale.

«”Le persone vaccinate, si legge nella pubblicazione, vedono aumentare il rischio di altri virus respiratori perché non hanno acquisito l’immunità genetica, non specifica, verso gli altri virus ambientali nella stagione influenzale”. Questa correlazione non meriterebbe forse un approfondimento prima di rendere obbligatorio proprio questi vaccini? – chiede Cunial – A quanto pare no. Del resto stiamo parlando di soggetti che in anni di amministrazione della cosa pubblica non hanno fatto altro che distruggere il nostro sistema sanitario nazionale, tagliare posti letto, reparti, chiudere ospedali e elargire lauti finanziamenti al privato, Lazio, Veneto e Lombardia in primis. Gli stessi personaggi che hanno svenduto il nostro Paese come “capofila delle strategie e campagne vaccinali nel mondo”, e che anche in questi giorni hanno ribadito il nostro asservimento a interessi lontani anni luce dal bene degli italiani. Quelli che, con l’emergenza in corso, non sono riusciti a mettere in campo alcuna strategia efficace se non quella di rovinare la salute mentale e il sistema immunitario tanto dei sani quanto dei malati. Di loro ci dovremmo fidare? – conclude Cunial – Di chi, dopo averci condotto a questa situazione, vorrebbe fare degli italiani delle cavie e della nostra Costituzione carta straccia, attuando provvedimenti tanto incostituzionali quanto immorali? Anche no, grazie».

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