Medici sportivi, ‘lockdown’ peggiora salute e forza fisica

Roma, 20 apr. (Adnkronos Salute) – Il periodo di ‘lockdown’ “ha sicuramente messo a dura prova la nostra tenuta psicofisica e per molti ha rappresentato un problema di efficienza funzionale del nostro organismo”. E’ l’allarme che lancia la Federazione medico sportiva italiana (Fmsi) che evidenzia anche come “la riduzione della quantità quotidiana di attività fisica (genericamente definibile come ‘detraining’) può portare i muscoli a atrofia muscolare”. Per questo i medici sportivi rilancio una serie di raccomandazioni che “possono accompagnare i cittadini a un percorso di riadattamento virtuoso ai corretti stili di vita, contribuendo così alla prevenzione delle malattie. Incentivando, in particolare, la regolare attività fisica durante e dopo l’emergenza epidemiologica”, sottolinea la Fmsi.
La riduzione della quantità quotidiana di attività fisica (genericamente definibile come ‘detraining’) “comporta una perdita parziale o completa degli adattamenti fisiologici indotti dall’esercizio fisico. Le evidenze scientifiche mostrano che la massima capacità di svolgere attività aerobiche si riduce già dopo 2-4 settimane di inattività, in primo luogo come conseguenza di una riduzione della capacità del cuore di spingere il sangue verso i tessuti periferici (gittata cardiaca) nonostante un aumento della frequenza cardiaca del 5-10% a parità di attività fisica sub-massimale svolta. Nello stesso modo – avvertono i medici sportivi – il detraining causa alterazioni sia nella struttura che nella funzionalità del muscolo: la letteratura scientifica mostra che la densità capillare del muscolo, la distribuzione delle fibre muscolari, gli enzimi muscolari, la sezione trasversale (Csa), la forza e la potenza muscolare sono tutte influenzate negativamente da periodi variabili di ‘detraining’, fino a portare il muscolo a non disporre più delle sue caratteristiche funzionali e strutturali (atrofia muscolare) se l’inattività è prolungata per numerose settimane”.
Il programma di “ricondizionamento fisico” proposto dai medici sportivi suggerisce “di rispettare una ripresa graduale dell’attività, partendo da almeno 30-45 minuti ogni giorno fino ad un totale di 150-300 minuti a settimana, in combinazione con esercizi di tonificazione muscolare e flessibilità. L’intensità del lavoro – precisano i medici – deve variare secondo le condizioni fisiche individuali e dell’età, consigliando attività d’intensità moderata per la maggior parte della settimana, con una parte delle singole sedute svolta a intensità più alta. Se il periodo d’isolamento ha comportato un aumento di peso corporeo, sarà assolutamente raccomandato il ritorno al peso forma, abbinando alla ripresa dell’attività fisica anche un regime dietetico controllato, moderatamente ipocalorico e ricco di vitamine e con attenzione ad una appropriata idratazione”.
Nelle fasi iniziali, quando si potrà gradualmente tornare praticare sport all’aperto, “sarà estremamente importante attenersi alle precauzioni suggerite a tutela della salute di tutti”, sottolineano gli esperti. Ecco i consigli della Fmsi: 1) Praticare attività fisica a livello individuale, rispettando l’eventuale indicazione all’utilizzo di una mascherina chirurgica per coprirsi naso e bocca; 2) Mantenersi a distanza da altre persone. Considerato che l’attività fisica aumenta la frequenza e la profondità degli atti respiratori e di conseguenza lo spazio percorso dalle goccioline di saliva presenti nel nostro respiro, sarà necessario aumentare la distanza di sicurezza portandola ad almeno 5 metri durante cammino, corsa e altre attività aerobiche come yoga e pilates e ad almeno 20 metri nel caso del ciclismo; 3) Evitare di lasciare in luoghi condivisi con altri gli indumenti indossati per l’attività fisica, ma riporli in zaini o borse personali e, una volta rientrato a casa, lavarli separatamente dagli altri indumenti.
4) Appena possibile, dopo l’attività fisica, lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi, sciacquandole ed asciugandole con una salvietta monouso. Se non si ha accesso ad acqua corrente è possibile ricorrere, se sono disponibili, a prodotti di disinfezione; 5) Bere sempre da bicchieri monouso o bottiglie personalizzate; 6) Buttare subito in appositi contenitori i fazzolettini di carta o altri materiali usati come cerotti, bende (ben sigillati); 7) Non toccarsi gli occhi, il naso o la bocca con le mani non lavate; 8) Coprirsi la bocca e il naso con l’incavo del gomito o con un fazzoletto, preferibilmente monouso, ma non con la mano, qualora si tossisca o starnutisca.

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