La fase 2 per Arcuri: «O si usa l’app o si continua con lockdown»

Il commissario per l’emergenza nel punto stampa di oggi: «Voglio essere sicuro che il contact tracing rispetti la privacy altrimenti non si fa nulla. Nessuna decisione frettolosa»

Nel punto stampa di oggi, 21 aprile, il commissario per l’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri, ha parlato della situazione attuale: «Il virus è ancora tra noi, abbiamo imparato a contenerlo, i cittadini hanno imparato a fronteggiarlo a costo di molte vittime, ma dobbiamo sapere che è ancora tra noi: un po’ meno forte e più conosciuto, ma non è sconfitto». Ma precisa: «In vista della Fase 2 non bisogna prendere nessuna decisione frettolosa. Dobbiamo essere ancora più consapevoli e responsabili e bisogna che i cittadini siano tutti partecipi. Stiamo attrezzando di più il sistema sanitario territoriale, ma da oggi hanno più di ieri tutti gli strumenti che servono per fronteggiare l’emergenza. Non dobbiamo abbandonare né la cautela né la prudenza».

Arcuri ha proseguito parlando dell’app Immuni: «L’alternativa alla mappatura tempestiva dei contatti è semplice: le misure di contenimento non possono essere alleggerite e noi dovremmo continuare a sopportare i sacrifici di queste settimane, privandoci di quote importanti della propria libertà. Il sistema di contact tracing è la modalità per garantire la possibilità che vengano in qualche modo conosciuti e in qualche misura tracciati i contatti che le persone hanno e sono molto importanti qualora qualche nostro concittadino viene contagiato. Siamo tutti consapevoli il contact tracing è uno strumento importante, ma non basta convincerci che serve: bisogna anche che rispetti la sicurezza e la privacy. E’ uno strumento utile, forse indispensabile ma bisognare trovare un soddisfacente equilibrio per cui venga messo in campo rispondendo a due requisiti fondamentali ossia il rispetto della sicurezza e il rispetto della privacy».

Arcuri ha assicurato che «nulla accadrà se non nel rispetto delle leggi sulla privacy nazionali e sovranazionali. Sarà necessario che nei tempi più ristretti e nelle forme più possibili questa applicazione si possa connettere al sistema sanitario nazionale. Possa diventare da un lato un’informazione e dall’altro un presupposto perché il Ssn possa intervenire tempestivamente ed efficacemente. Solo così il contact tracing avrà la valenza che gli è richiesta e smetterà di essere solo uno strumento informativo».

Il commissario ha concluso: «L’app sarà e resterà volontaria. Se non fossimo tutti protagonisti di una tragedia dovrei rispondere che è una farsa immaginare che possa uscire solo chi ha scaricato la app».

(ph: imagoeconomica)