Conte: «Decreto aprile da 50 miliardi. Su Mes ultima parola a Parlamento»

Il premier in Senato: «Giovedì Consiglio Ue, non sarà risolutivo». E sulle riaperture: «Siamo al lavoro, saranno graduali, omogenee e su base nazionale»

Giuseppe Conte, dopo il post Facebook di questa mattina, ha partecipato ad un’informativa al Senato prima del Consiglio Ue di giovedì che secondo il premier «non sarà risolutivo ma dovrà dare un indirizzo chiaro». Per quanto riguarda il Mes, Conte si è espresso così: «Ci sono Paesi in Ue che hanno dimostrato interesse al Mes senza condizioni. La Spagna ha dimostrato di essere interessata purché non abbia le condizionalità previste prima dell’emergenza. Rifiutare questa nuova linea di credito significherebbe fare un torto a questi Paesi che ci affiancano nella battaglia in Ue. Sull’ormai strafamoso Mes si è alimentato nelle ultime settimane un dibattito che rischia di dividere l’Italia in opposte tifoserie ma l’intento è procedere con la massima cautela. Chi esprime dubbi su questa linea di credito contribuisce a un dibattito democratico e costruttivo. Ritengo che questa discussione debba avvenire in modo pubblico, trasparente, in Parlamento, al quale spetterà l’ultima parola». Il premier ha comunque ribadito che il vecchio Mes è «inaccettabile».

Ma per capire se il Pandemic Crisis Support, ovvero la nuova linea di credito che fa riferimento al Mes, sarà senza condizionalità «bisogna attendere l’elaborazione dei documenti predisposti per erogare questa linea di credito. Solo allora potremo discutere se il relativo regolamento può essere o meno opportuno agli interessi nazionali. L’Italia sostiene una risposta coordinata, ambiziosa in relazione allo shock da Covid con l’idea che il Recovery Fund dovrà essere conforme ai trattati perché non abbiamo tempo per modificarli. Va gestito a livello europeo senza carattere bilaterale, deve essere ben più consistente degli strumenti attuali, mirato a far fronte a tutte le conseguenze economiche sociali, immediatamente disponibile e se dovrà ricadere nel quadro finanziario pluriennale dovrà essere messo a disposizione subito attraverso garanzie che ne anticipino l’applicazione. L’Ue e l’Eurozona non possono permettersi di ripetere gli errori commessi nella crisi finanziaria del 2008, quando non si riuscì a dare una risposta comune», ha sottolineato Conte.

Per quanto riguarda il decreto di Aprile, stanzierà risorse «non inferiore a 50 miliardi». Una precisazione anche sull’app Immuni presentata oggi dal commissario per l’emergenza Domenico Arcuri: «Sarà volontaria senza pregiudizi. Punta al rafforzamento della strategia di mappatura dei contatti esistenti e di teleassistenza con l’utilizzo delle nuove tecnologie. L’applicazione sarà offerta su base volontaria, non obbligatoria, faremo in modo che chi non vorrà scaricarla non subirà limitazioni o pregiudizi».

«Si prospetta una fase molto complessa: dobbiamo procedere a un allentamento del regime attuale delle restrizioni e fare il possibile per preservare l’integrità del nostro tessuto produttivo. Il motore del Paese deve avviarsi ma sulla base di un programma ben strutturato – ha concluso Conte -. Anche per le misure di distanziamento sociale ci saranno alcune modifiche, non ci sfugge la difficoltà dei cittadini nel continuare a rispettare le regole anti contagio e l’aspirazione al ritorno alla normalità. Stiamo elaborando un programma di progressive riaperture che sia omogeneo su base nazionale e che ci consenta di riaprire buona parte delle attività produttive e anche commerciali tenendo sotto controllo la curva del contagio. E la soglia del contagio di riferimento vogliamo che sia commisurata alla recettività delle strutture ospedaliere delle aeree di riferimento».