Zaia e la sua task force: «Pronti a partire con il progetto Vò»

Il presidente del Veneto insieme ai professori Crisanti, Rizzuto e Merigliano, ha spiegato cos’è e come si svolgerà questo nuovo studio

Il presidente del Veneto Luca Zaia, apre la conferenza stampa di oggi, martedì 21 aprile, illustrando il bollettino regionale. «I tamponi effettuati sono 268069 (7259 più di ieri). La macchina tira, siamo a regime. Per il piano di questo autunno vogliamo aumentarli assolutamente. Il bollettino conferma la discesa. Nel momento in cui si andasse ad aprire il 4 maggio è giusto non leggere questa apertura come dire “è finita”. Sarà l’inizio della convivenza con il virus. Al punto tale che il 15 aprile la Corea è andata al voto».

«L’app Immuni è la volontà di mutuare l’esperienze che si sono già fatte come Cina, Corea e Singapore. E’ uno strumento digitale che permette a livello nazionale di tracciare i contatti. Facciamo un esempio: ci sono due viaggiatori che si incrociano per caso. Non si conoscono, uno è veneto e uno è siciliano. Sono a distanza inferiore di due metri e iniziano una conversazione che dura più di 15 minuti. I due telefonini che avranno le app scaricate, dialogano tra di loro e registrato il contatto. Se uno dei due viene contagiato, i medici con l’app riusciranno a vedere i contatti avuti e riusciranno a intercettarlo in pochissimo tempo. I due vantaggi sono che l’ignaro di essere positivo evita di contagiare altri e può essere curato subito. Giuste le q. Progettouestioni sulla privacy. Qual è l’alternativa? Mettersi sulla porta dell’ospedale e attendere che arrivino i pazienti ammalati».

«Sulle elezioni abbiamo avuto un documento da parte del governo, lo abbiamo osservato formalmente. Abbiamo chiesto di fare in due giorni le elezioni e di far votare anche i nostri cittadini all’estero ai consolati. Dal Consiglio dei Ministri è uscita una cosa che non c’entrava nulla».

Il professor Rosario Rizzuto, rettore dell’Università di Padova: «Vi presento il progetto Vò con una premessa: i risultati del Veneto confermano un contenimento efficace. Oggi l’ambizione è quella di capire com’è fatto questo virus, come cambia, qual è la nostra risposta. Abbiamo la possibilità di acquisire queste informazioni. Il contagio assumerà forme meno drammatiche e sarà una tendenza pericolosa perchè dobbiamo evitare che riparta. Ci sentiamo parte di un gioco di squadra: la competenza scientifica ci permettono di migliorare sempre più la cura».

Il professor Stefano Merigliano, presidente della Scuola di Medicina di Padova: «Io sono il braccio armato avendo cercato di gestire la scuola di medicina come supporto alla struttura sanitaria e ho cercato di mobilitare il volontariato che in Veneto è fortissimo. Tutto questo gioco di squadra è servito per affrontare situazioni che a volte non sono semplici. Esperienza dura ma che ha unito ancora di più una serie di competenze e risorse».

Il virologo di microbiologia a Padova, Andrea Crisanti: «Io un giorno ho preso coraggio e ho telefonato al governatore e ho illustrato come la sua intuizione su Vò avesse creato una situazione unica, soprattutto proseguendo con un altro campionamento. Abbiamo dimostrato di fatto che è possibile eliminare il contagio. Se ci saranno nuovi focolai la ricetta per eliminarli è quella che abbiamo tracciato. Ci sono persone che non si sono mai malate, persone che sono guarite subito e altre che sono state malate per molto tempo. Non è uguale per tutti e non capiamo il perchè. Lo studio di Vò vuole capire cosa succede quando il virus si trasmette e vogliamo studiare le genetica di tutti gli abitanti di Vò per verificare se ci sono associazioni con resistenza del virus e genomi. Potremmo riuscire a scoprire se qualcuno avrà una forma grave o leggera. Vò è la situazione ideale anche per testare i test sierologici. Quindi faremo lo studio della risposta anticorpale su tutti gli abitanti di Vò. Alla popolazione e al sindaco va il mio ringraziamento. Loro stanno dando qualcosa di fatto all’Italia. progetto ambizioso e costoso, abbiamo ricevuto molti finanziamenti. Iniziamo il 25 e poi inizierà l’analisi che sarà molto complessa, penso ci vorranno sei mesi».