Coronavirus, bimbi serbi donano mascherine a coetanei veneti

Ma la solidarietà dalla Serbia non finisce qui: grazie alle donazioni del presidente Vucic e di privati, all’ospedale di Padova arriveranno 3 respiratori, 5 mila mascherine e 500 visiere

«Sta proseguendo il progetto che coinvolge un centro per l’infanzia di Cacak, in Serbia: grazie agli amici serbi, Padova riceverà 3 respiratori, 5.000 mascherine e 500 visiere». Ne dà notizia il consigliere regionale Stefano Valdegamberi (Tzimbar Earde) che spiega come «le relazioni e le amicizie non si improvvisano e si dimostrano fondamentali proprio nei momenti di necessità. L’emergenza Coronavirus, che il nostro Paese sta vivendo, ha colpito profondamente anche la comunità serba di Cacak. A 100 chilometri da Belgrado, in molti fanno il tifo per il Veneto».

«Per suggellare questo sodalizio di vicinanza e amicizia, c’è anche stato un alza bandiera serbo/veneto – continua Valdegamberi – Gli amici serbi non si sono dimenticati di noi e, grazie a Milo Nestorovic e a sua moglie Vesna, titolari del centro per l’infanzia e per anni cittadini veneti di adozione, è partita una vera e propria gara di solidarietà: i bambini serbi hanno voluto raccogliere due mascherine ciascuno da donare ai coetanei veneti. Grazie al loro entusiasmo si sono uniti benefattori privati e un rappresentante della ditta Auto Cacak Comerce Iveco. Milo Nestorivic non ha esitato a contattarmi e ha continuato a sensibilizzare l’opinione pubblica affinché la Serbia sostenesse il popolo veneto; al suo appello ha risposto, in forma privata, anche il Presidente Serbo Aleksandar Vucic, donando tre respiratori; a lui si è unito il Parco delle Scienze Tecnologiche di Cacak».

«E’ davvero emozionante vedere che questa comunità si è prodigata per aiutare la gente della nostra regione; è un gesto di solidarietà di cui il Veneto non si dimenticherà. Davanti a tale generosità non abbiamo parole per esprimere il nostro grazie; un ponte di solidarietà ora legherà indissolubilmente due popoli, un gesto di grande amicizia che il Veneto non scorderà».

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