Detenuti ai domiciliari per Coronavirus, Lamorgese: «Controllati con braccialetti»

Il ministro degli Interni ha parlato di «situazioni molto difficili nelle carceri a causa del sovraffollamento. Sicurezza dei cittadini tutelata»

«Sono stata quotidianamente in contatto con il ministro della Giustizia, facendo intervenire dove necessario le forze di polizia, per cercare di sedare situazioni molto difficili con i detenuti nelle carceri». E’ quanto spiega il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, intervenendo in audizione davanti alla commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati in modalità di videoconferenza, per rispondere alle domande poste dai rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari.

«La situazione carceraria registra il problema del sovraffollamento dei penitenziari – ricorda la titolare del Viminale -. Questo ha determinato anche nuovi provvedimenti adottati per cercare di svuotare relativamente alcune realtà e rendere meno critica la situazione, soprattutto in considerazione della pandemia. Come ministero dell’Interno ci stiamo adoperando per l’utilizzo dei braccialetti elettronici, che attualmente ci sono: dai report giornalieri, non mi sembra che al momento ci siano difficoltà, al di là di alcuni aspetti tecnici».

«In particolare abbiamo già 1.200 braccialetti elettronici al mese e a maggio e giugno ne avremo altri 1.700 – ha annunciato -. La decisione di applicare la detenzione domiciliare per l’emergenza coronavirus è esclusa per detenuti sottoposti a regime di sorveglianza speciale, ed è rimessa al magistrato di sorveglianza. Quindi le misure adottate costituiscono un punto di equilibrio fra sicurezza dei cittadini e tutela del sistema carcerario e fugano i dubbi su possibili ricadute sulla sicurezza dei cittadini».

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