La “mascherinata” civica di Giordani con Zaia

L’annuncio del nuovo polo ospedaliero di Padova aveva un convitato di pietra eccellente: Lorenzoni

Del nuovo ospedale di Padova se ne parla dalla notte dei tempi, e ieri, in piena emergenza Covid-19, è stato firmato l’accordo di programma tra tutti gli enti coinvolti, Comune e Regione Veneto in testa. Un’intesa che si può considerare definitiva, perchè a differenza di quello del 2013, questo ha dalla sua due punti fermi: i soldi e l’area, scelta una volta per tutte in due siti, con la ristrutturazione dell’attuale in via Giustiniani da una parte (con relativa nascita del Parco delle Mura), e con la creazione di polo ex novo in zona est, dedicato alla ricerca e all’università.

Bene. Dal punto di vista politico, tuttavia, la firma ha avuto un sapore particolare. L’annuncio infatti si è svolto in grande stile nella sede dell’unità di crisi anti-Coronavirus a Mestre, dove il governatore Luca Zaia informa quotidianamente sugli aggiornamenti da commissario all’emergenza. Zaia ha ospitato eccezionalmente il sindaco di centrosinistra del capoluogo patavino, Sergio Giordani, dandogli naturalmente la parola. Entrambi con l’ormai abituale mascherina sul volto, hanno dato vita a un simpatico siparietto, con il primo che fa al secondo «Ti lascio il posto, ma solo per poco», e il secondo che replica al primo «Tranquillo, io non mi candido». Ogni riferimento alla candidatura alla presidenza regionale contro Zaia da parte del vicesindaco di Padova, Arturo Lorenzoni, era puramente voluto.

Nonostante la mascherinata di Giordani sulla natura civica della sua amministrazione, senza colori politici e che ovviamente lavora per il bene della città assieme ad un elogiatissimo Zaia, resta agli atti che inizialmente, a questo progetto ospedaliero, lui credeva molto poco. E ancora meno ci credeva Lorenzoni. Sarà divertente rivedere il sindaco sostenere il suo vice quando entrambi, strappatisi di dosso l’apparenza civica, dovranno mettere un altro disco e “suonarle” a quello stesso Zaia che oggi tocca incensare. Allora non ci sarà mascherina, foulard e velo che tenga.

(ph: Facebook Sergio Giordani)