«Post-Covid19: servono piste ciclabili o saremo ostaggio di auto e inquinamento»

L’allarme arriva da Vanzetto, capogruppo di Verona del M5S: «Dal 4 maggio in pochi torneranno ad usare i mezzi pubblici con il rischio di un aumento incontrollato dell’uso di quelli privati»

«In Italia, secondo la commissione governativa speciale sulla mobilità solo il 15% dei 2,8 milioni di persone che torneranno a lavoro dopo il 4 maggio utilizzerà i mezzi pubblici a più alto rischio aggregazione come tram, autobus e metropolitana. Per continuare a garantire il distanziamento sociale l’intenzione è quella di ridurre l’accesso al trasporto pubblico: il 40% in meno dei passeggeri per ogni tratta rispetto a prima dello scoppio dell’emergenza di coronavirus».

Parte da questi dati Marta Vanzetto, consigliere comunale Capogruppo di Verona del MoVimento 5 Stelle per puntare l’attenzione sulla necessità di amplificare la rete delle piste ciclabili: «Verona è una città a dimensione d’uomo e l’amministrazione deve sfruttare questo vantaggio che altre città non hanno. Molte strade possono essere riqualificate subito con costi minimi a favore di corsie riservate alle biciclette, così anche i ragazzini potranno spostarsi in sicurezza senza dover usare necessariamente gli autobus/tram. L’inutilizzabilità parziale dei mezzi pubblici indurrà inevitabilmente le persone ad usare maggiormente l’auto privata per spostamenti anche brevi. A Verona il traffico in città pre covid-19 era già insostenibile, dal 4 maggio rischiamo un nuovo lockdown, quello che ci renderà ostaggio di un aumento improvviso e non controllato dei veicoli privati e dell’inquinamento conseguente dell’aria già prima gravemente pregiudicate, elemento che peraltro sembra aver favorito la diffusione del virus nel nord Italia. L’amministrazione comunale deve elaborare immediatamente un piano chiaro per spostarsi in città. Oggi in commissione quarta ho evidenziato la necessità di rendere il ponte Aleardi percorribile solo dalle biciclette almeno in un senso, ancora una volta siamo lontani dal cambiamento necessario. Non è più il tempo di risposte evasive, o di relazioni, perizie eterne: si deve agire subito».

(ph: Flickr Bruno)

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