25 aprile, a Verona controlli come a Pasqua. Sboarina critica deroghe Anpi

Presidi sul territorio anche con un elicottero e dei droni. Il sindaco: «Trovo assurdo e inaccettabile che siano state fatte deroghe ad hoc»

Controlli come a Pasqua e Pasquetta per evitare ogni possibile assembramento. Domani, sabato 25, e domenica 26 aprile, le Forze dell’Ordine saranno in campo per presidiare il territorio di città e provincia di Verona. Lo ha deciso questa mattina il comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, che si è tenuto in videoconferenza con il Prefetto. Verranno monitorate le principali vie d’accesso di Verona, così come le zone tipicamente frequentate per le scampagnate, anche grazie all’utilizzo di un elicottero dell’Arma dei Carabinieri. La task force, che era già scesa in campo durante le festività pasquali, tornerà in strada, così come a sorvolare i cieli. Per i controlli aerei sono stati richiesti anche i droni dell’Esercito che, se disponibili, consentiranno di vedere in tempo reale eventuali raggruppamenti di persone.

«Negli ultimi giorni abbiamo verificato un crescendo delle violazioni – ha detto il sindaco Federico Sboarina -. Ci sono tanti cittadini che rispettano decreti e ordinanze, facendo sacrifici importanti, ma cresce anche il numero delle persone che pensano di essere libere. Mentre fino alla scorsa settimana, a fronte di centinaia di controlli giornalieri, le sanzioni erano zero o comunque si potevano contare su una mano, ieri il numero è salito. Ecco perché sono necessari i controlli, soprattutto nei giorni di festa. Spero sia il penultimo appello che faccio, seguirà probabilmente quello del primo maggio».

Inoltre, come disposto dal governo, le classiche cerimonie sono state sospese. Alle ore 10, il sindaco deporrà una corona al monumento ai caduti di tutte le guerre, in piazza Bra, subito dopo il prefetto ripeterà il gesto davanti al monumento al partigiano. Tutti potranno seguire il breve momento celebrativo collegandosi alla webcam comunale, attraverso il portale www.comune.verona.it, dove, nel pomeriggio, saranno pubblicate anche le riprese video delle deposizioni. Tra oggi e domani, ulteriori 50 corone verranno collocate dal Comune davanti a targhe e monumenti cittadini che ricordano la Liberazione del 1945, tra cui quella alla memoria di Rita Rosani, innanzi la sinagoga. Come indicato dall’ultima circolare del Ministero dell’Interno, e avvallato oggi dal comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, domani mattina alla deposizione in piazza Bra sarà presente anche un rappresentante delle associazioni combattentistiche e d’arma e delle associazioni partigiane, mentre ad inizio settimana era stata prevista solo la partecipazione di sindaco e Prefetto. Anche il Comitato unitario per la difesa delle istituzioni democratiche, convocato inizialmente dal Comune il 25 febbraio scorso proprio per organizzare la festa della Liberazione, è stato successivamente sospeso viste le comunicazioni del governo.

«Per evitare gli assembramenti, il governo ha disposto che non si tengano le cerimonie, ci sarà comunque la deposizione delle corone. Personalmente, trovo inaccettabile e assurdo che, ad emergenza ancora in corso, siano state fatte deroghe ad hoc – ha sottolineato Sboarina -. Da molte settimane non si permette ai familiari di vedere i propri defunti perché sono state sospese le cerimonie funebri e religiose, mentre domani si allarga la partecipazione. In questo momento, il presenzialismo di qualcuno stride di fronte alle rinunce di chi ha perso genitori e parenti senza poterli vedere. Penso alla telefonata toccante che ho ricevuto da Bergamo di una persona che, con il numero della bara, cercava di rintracciare la salma del parente e capire dove era stata cremata. Un dolore straziante che merita più riguardo. C’è chi può commemorare e chi invece no. La deposizione della corona da parte del prefetto, rappresentante dello Stato, e del sindaco, a nome di tutta la città, era sufficiente per ricordare e fare memoria, nel rispetto della sofferenza altrui e degli sforzi di chi è chiuso in casa da quasi due mesi. Invece, probabilmente, ci sono state pressioni se, come è successo, sono state cambiate le decisioni. Andava salvaguardata la festa nazionale, ma senza farne un’eccezione al divieto di partecipazione alle cerimonie»