Avigan arrivato in Italia, Mantoan: «Università Verona capofila dello studio»

Il presidente di Aifa e direttore generale della sanità veneta: «Se oggi il Coronavirus fa meno paura è merito del nostro coraggio. Non mi interessano le polemiche, tutti le ricerche autorizzate sono serie»

«C’è stato un approccio scientificamente rigoroso, ma unito al coraggio di essere aperti alle chance che possono aumentare l’armamentario dei clinici contro questa malattia di cui ogni giorno si sa qualcosa in più. E se oggi il Covid-19 fa meno paura, è anche un po’ merito del coraggio di Aifa. Gli studi sono partiti meno di un mese fa o proprio in queste ore, e daranno risultati importanti non solo per il nostro Paese». Queste le parole di Domenico Mantoan, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco e direttore generale della sanità veneta, in un’intervista al Mattino.

«In questa emergenza l’Aifa è una delle strutture centrali dello Stato – premette Mantoan – che ha fatto un grande lavoro. Innanzitutto con l’attività della commissione tecnico-scientifica che si è sobbarcata le 114 proposte di studio, autorizzandone 26 e avviando 13 terapie, e ha avuto il coraggio, in momenti difficili in cui ha ricevuto critiche, di autorizzare le sperimentazioni, alcune ancora in fase di trial come il remdesivir, altre già in uso per altri motivi e autorizzate off label come il tocilizumab partito a Napoli e su cui arriveranno a breve i primi risultati».

Il via libera ad alcune sperimentazione ha fatto anche discutere gli esperti: «Non mi interessano le polemiche – dice Mantoan – quelli che sono stati autorizzati sono studi seri, ringrazio Patrizia Popoli, presidente della commissione Cts, per il lavoro che tutta la Cts sta svolgendo. Hanno avuto coraggio di autorizzare anche l’uso di farmaci come l’idrossiclorochina che può avere effetti collaterali importanti, ma che si rivela utile nel trattamento precoce: infatti ne è stato autorizzato l’utilizzo a domicilio».

«L’Avigan è arrivato in Italia – prosegue – sta per essere utilizzato in uno studio multicentrico in Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna e che ha come capofila l’Università di Verona, con il coordinamento della professoressa Evelina Tacconelli. La casa produttrice Fuji che in un primo momento lo aveva negato, dopo avere visto lo studio italiano lo ha concesso: è arrivato in Italia e sta per essere utilizzato. Fa parte di uno studio importante multicentrico, proposto dall’Oms (lo studio Solidarity, Ndr) dove vengono confrontate diverse strategie terapeutiche tra cui appunto gli antivirali, clorochina e idrossiclorochina».

(ph: shutterstock)