Fabio Testi: «In quarantena in Veneto, Zaia è uno che ha coraggio»

L’ex concorrente del Grande Fratello Vip: «Uscire è stato irreale, ho pensato fosse uno scherzo. Dentro ci si abbracciava, appena fuori ho visto solo guanti e mascherine e nessuno osava avvicinarsi»

«Nella casa del Grande Fratello ci si abbracciava, si stava insieme, una volta uscito invece era tutto irreale, ho pensato che mi stessero facendo uno scherzo. Ora sono in quarantena in Veneto dove sono rinchiuso in 30 ettari recintati». Questo il racconto del veronese Fabio Testi ai microfoni di “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus. «Io mi reputo fortunato avendo un terreno a disposizione, ho una mini palestra in casa, mi muovo, ma penso alle persone che sono chiuse in un appartamento di 50 metri quadrati, quelli sono arresti domiciliari».

«Si investono miliardi nella prevenzione e poi non abbiamo nessuno che riesca a gestire le cose – prosegue -. Germania e Cina l’hanno chiusa in fretta, noi invece siamo ancora a questo punto. In Veneto Zaia è uno che ha coraggio, ha saputo prendersi le sue responsabilità».

«All’uscita dalla Casa del Grande Fratello – continua Testi – ho visto un mondo irreale perché vedevo solo i guanti bianchi e le mascherine delle persone a 10 metri da me, nessuno si avvicinava. Poi mi hanno caricato su una macchina della produzione e mi hanno portato qui in casa in Veneto dove sono rinchiuso con i miei cani, mio cugino e sua moglie. Almeno qui ho un bagno per conto mio, invece nella casa dovevamo condividerlo. Avere sempre il microfono appeso al collo per 70 giorni non è stato bello, così come non avere un giornale, un telefono. Nel contratto che abbiamo firmato c’è scritto che non si può parlare di politica, religione e alcuni marchi importanti».

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