«25 Aprile, Zaia non cita fascismo: Resistenza è impegno anche oggi»

«Ci sarebbero molte cose da dire su come il Presidente della Regione Zaia e il Sindaco di Treviso Conte hanno commemorato la Festa della Liberazione – afferma in un comunicato Luigi Calesso di Coalizione Civica per Treviso -. La prima questione è relativa al “peso” che hanno dato al 25 aprile: niente dirette Facebook e televisive (a cui sono particolarmente avvezzi, specie negli ultimi tempi) ma un messaggio e una foto sui social network, quasi che la Festa della Liberazione fosse un obbligo da assolvere utilizzando il minimo possibile di energie».

«Per quanto riguarda il Sindaco di Treviso l’aggravante è costituita dall’aver impedito alle associazioni dei partigiani di partecipare alle pur (necessariamente) ridotte iniziative. Al contrario, il governo nazionale ha permesso questa presenza pur nel rispetto dei divieti di assembramento e delle misure di protezione individuale. Il Presidente Zaia, invece, è riuscito nell’impresa (che lo accomuna) a molti leghisti di parlare del 25 aprile senza mai citare né il fascismo né il nazismo, quasi che i partigiani avessero contribuito a liberare l’Italia da una presenza non identificata, forse aliena».

Il Sindaco Conte è riuscito a usare la parola nazifascismo nel suo messaggio, l’ha usata una sola volta ma va registrato il miglioramento rispetto all’anno scorso quando, nel suo intervento in piazza, aveva parlato anche lui di liberazione “non si sa da cosa”. Quello che accomuna, però, Presidente e Sindaco è il non aver minimamente declinato nei loro interventi i valori della Resistenza, su cui è fondata la nostra Costituzione, nelle vicende civili e sociali di oggi.

«Se era inevitabile parlare della crisi Coronavirus che ancora drammaticamente ci attanaglia, era altrettanto doveroso parlare di impegno per la libertà e la democrazia oggi. Era doveroso ricordare che oggi i valori della Resistenza si declinano nell’impegno contro ogni tipo di discriminazione (di razza, di genere, di religione). Era necessario dire con chiarezza che sono intollerabili i rigurgiti nazisti, fascisti, antisemiti, razzisti che attraversano l’Italia e l’Europa e che questi preoccupanti fenomeni chiedono “resistenza” oggi».

«Quello che non ci hanno detto Presidente e Sindaco è che l’impegno per la giustizia sociale che ha caratterizzato la Resistenza e che permea la nostra Costituzione è quello che minore spazio è riuscito a farsi in questi 75 anni e che, quindi, è quello che più tenacemente va perseguito, oggi e domani, per rendere veramente onore a chi ha combattuto per la libertà dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista non per “tornare ” come prima – conclude Calesso – , ma per un’Italia libera, democratica, giusta».

(Ph. Imagoeconomica)

 

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