Brugnaro critica il governo ma anche Zaia. Tomaello (Lega): «Si calmi»

Nel consueto punto stampa quotidiano del pomeriggio, ieri il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, aveva protestato contro la progressione caotica dei decreti e delle ordinanze, ultima delle quali quella annunciata dal presidente del Veneto, Luca Zaia, proprio ieri mattina: «Adesso basta con ‘sta storia. Vogliamo precise telefonate da parte del Governo e della Regione su certe robe. Vogliamo essere informati prima». Oggi giunge la replica del commissario provinciale della Lega, Andrea Tomaello (a destra nella foto): «Il sindaco forse si è fatto prendere dalla tensione del momento, capisco la frustrazione ma bisogna mantenere la calma e continuare il buon lavoro che sta facendo».

Brugnaro, parlando metà italiano e metà dialetto, si era sfogato così:«Questa cosa sta prendendo un aspetto kafkiano con le ordinanze che prima chiudono tutto e poi aprono a singhiozzo. Che si apra tutto, con la prudenza del caso, a turno, ma che si apra. Adesso c’è gente che prega di aprire e intanto muore di fame. Conteremo quanti morti ci sono stati quest’anno e l’anno scorso. Magari è un bluff. Io sono stanco e qualcosa non turna sul numero dei morti. La malattia è stata contenuta? Bene, adesso bisogna ripartire. Invece di parlare dei morti, cominciamo a parlare dei vivi perché la gente no ghea vanta piùConteremo quanti morti sono successi l’anno scorso e quest’anno faremo anche ‘sti numeri perché speriamo non sia tutto un bluff. Ho capito, ma sono stanco. I sindaci, tutti i sindaci, abbiamo scritto un documento preciso al governo per le normative economiche, lo abbiamo fatto con i sindaci della Città metropolitana, con tutti i sindaci delle città capoluogo del Veneto, lo abbiamo fatto con i sindaci di tutte le Città metropolitane d’Italia. I sindaci devono tornare a essere centrali, questi fanno ordinanze e scrivono che non è a costo dell’amministrazione. No, è a costo nostro, grazie. Apriamo, non apriamo, un giorno sì uno no, come fa la gente a capirci qualcosa? Qual è il voto che è stato fatto in Parlamento su questa cosa qua?». E, riferendosi alla riaperuta dei cimiteri prevista dall’ordinanza di ieri di Zaia, ha sbottato: «’Ae tre verze i cimiteri (alle 3 aprono i cimiteri). Vado mi a verzer coe ciave? (vado io ad aprire con le chiavi?)».

Commentando queste parole, Tomaello, responsabile di una Lega che è alleata di Brugnaro in vista delle amministrative di quest’anno, osserva che «siamo in situazione di emergenza, sanitaria ed economica, ed è normale che alcune misure vengano prese da un giorno all’altro. I sindaci poi hanno tutto il potere su alcune questioni di posticipare le aperture di qualche giorno. A differenza del governo, il presidente Zaia sta gestendo la situazione ottimamente ed è sempre stato molto chiaro sulle sue posizioni». Basterà, per placare l’ira del Brugnaro furioso?