Spiagge, gli operatori di Sottomarina e Rosolina: «Sconti? Meglio servizi in più»

Bellemo (Ascot): «Speriamo nella voglia di mare e di riscoperta delle nostre località dei veneti». La preoccupazione? «Le aree libere»

«Il plexiglass in spiaggia? Un esercizio fantasioso. I termoscanner al mare? Non sappiamo ancora nulla, ma è un problema che ci siamo posti: come facciamo a sapere se chi accede agli stabilimenti ha la febbre, o è positivo? Tocca a noi verificare? La persona dovrà avere un’autocertificazione? Ne stiamo discutendo ma non abbiamo ancora risposte». Giorgio Bellemo è il presidente di Ascot, Associazione operatori balneari di Sottomarina e Rosolina, 65 associati che hanno in gestione stabilimenti, bar, chioschi, campeggi e parcheggi. Prima del coronavirus si parlava di 14mila ombrelloni, 30mila lettini, 1300 tra cabine e camerini, su una spiagga di circa 5 chilometri. I numeri ovviamente, con l’emergenza, non potranno essere più questi.

Difficoltà e limitazioni

Il confronto tra gli operatori è aperto da settimane, con tutte le realtà della costa veneta «per avere almeno un minimo comune denominatore» continua Bellemo, ricordando anche le specificità territoriali, «perchè Jesolo è diversa da Rosolina. Stiamo lavorando perchè tra i clienti ci sia un metro, meglio due di distanza, e quindi chioschi e bar ristoro dovranno adattarsi. Per gli ombrelloni stessa situazione: adesso sono a 4 metri uno dall’altro ma lo spazio andrà implementato. Per le cabine di famiglia, una tradizione come a Venezia, dobbiamo organizzarci: nel weekend per lo stesso nucleo familiare i componenti aumentano sempre, dovremo incrementare i margini di sicurezza». Senza contare, aggiunge, «i percorsi per accedere alle spiagge, i dispenser gel, la formazione del personale, che dovrà essere pronto ad affrontare le difficoltà di quest’anno». I punti di domanda sono tanti: «La mascherina, per esempio: posso toglierla sotto l’ombrellone? Serve comunque per accedere in spiaggia anche all’aperto?» Anche l’organizzazione dei bagnini di salvataggio è un aspetto da chiarire: «La preoccupazione è soprattutto per le spiagge libere, dove ci sono gli stabilimenti metteremo delle regole nell’auspicio che vengano rispettate ma negli spazi liberi? L’arenile è diviso in tre fasce: A la battigia, B gli ombrelloni, C i servizi. Noi abbiamo chiesto di utilizzare in deroga anche l’area servizi per collocare alcuni ombrelloni: spesso tra i chioschi ci sono spazi non utilizzati. Non saranno i soliti 30mila lettini ma speriamo di poter arrivare ad un buon numero. A Sottomarina abbiamo spiagge anche molto piccole, ma alcune hanno una profondità di 350 metri così dall’ombrellone al bagno ci si impiega una vita. Per questo abbiamo chiesto di collocare altri servizi igienici, docce, spogliatoi per i dipendenti e il personale. Abbiamo sollecitato più volte l’amministrazione ma non ci hanno mai risposto».

«Sconti? No, meglio altre agevolazioni»

Per attirare la gente e farla arrivare alle spiagge, nonostante il disagio delle limitazioni e delle distanze, operatori di stabilimenti e chioschi stanno valutando diverse possibilità. Qualcuno ha proposto sconti e prezzi dimezzati. Il presidente di Ascot storce il naso: «Non mi piace molto come soluzione, si rischia quasi di mandare un messaggio sbagliato. Oggi il parcheggio è gratis, ombrellone e due lettini per una giornata costano 18 euro. Le cifre sono destinate a restare queste ma più che sconti puntiamo ad offrire servizi: un lettino aggiuntivo, bar che offre caffè e dolce o uno sconto sulle consumazioni. Sono tutte forme da valutare, siamo ancora in fase di confronto. Ci saranno, come già lo scorso anno, le giornate dedicate: alla famiglia con un congiunto disabile entrata in spiaggia, ombrellone e lettini saranno gratuiti. Riteniamo che già in situazione normale a Sottomarina ci sia uno standard di servizi molto alto che sarà ulteriormente migliorato. Abbiamo un servizio coordinato di salvataggio sul litorale con bagnini, ponte radio, sei posti di primo soccorso in spiaggia, con medici e infermieri, che credo non abbia nessun’altra località. Tutti gli stabilimenti sono a norma per i disabili, abbiamo anche acquistato delle sedie americane galleggianti, con stabilizzatori e sedili reclinabili, investendo molto. E qualche forma promozionale ci sarà».

«Arriveranno in tanti, c’è voglia di mare»

Covid-19 a parte, a Rosolina e Sottomarina gli operatori si aspettano molta gente, nonostante tutto: «Credo ci sia ancora più voglia ora di poter correre in spiaggia, se solo immagino una famiglia chiusa in casa da mesi con i bambini. E forse si inizierà ad apprezzare meglio il proprio territorio. Noi siamo un popolo di esterofili di natura, ma poi magari non conosci nemmeno casa tua, il tuo Comune o la Regione. Credo che questa vada sfruttata anche come un’opportunità per rilanciare e valorizzare il nostro territorio. Abbiamo in mano uno strumento che se usato con intelligenza ci potrà dare per il prossimo futuro una grande occasione». Da sfruttare, secondo Bellemo, al netto dell’incertezza pressocchè totale che ancora domina sul piano normativo e regolamentare: «In spiaggia con la app? E’ un’idea, come tante altre. Ci stiamo confrontando, su indicazione del presidente Zaia, con le Ulss di riferimento che stanno raccogliendo dati e info per fissare un protocollo regionale all’interno di una cornice nazionale. Ma ad oggi sappiamo ancora poco: questa è la cosa drammatica. Le nostre spiagge hanno bisogno di un mese e mezzo di preparazione per i lavori sui camminamenti e per la collocazione delle cabine. Parliamo di circa 5 chilometri di spiagge. E ci sono oltre una sessantina di chioschi, alcuni stabilimenti ne hanno 3/4 ciascuno. C’è il problema del personale, quante dovranno essere impiegate quando potremo partire? Quando potremo ricominciare i corsi di preparazione? Quelli per l’utilizzo del defibrillatore sono fermi, per il salvamento bagnanti pure, perchè le piscine sono chiuse. Ci serve una data per capire quando effettivamente potremo riaprire e un protocollo definito».

(ph: Ascot)