Ciambetti: «Attentato Vicenza è un attacco a Zaia»

«Sciacalli. Colpiscono Pd e Lega e la scelta del Veneto non è causale: qui è stato dimostrato di saper fronteggiare l’emergenza Covid19»

«Esprimo la solidarietà al Partito Democratico vicentino vittima di una inaccettabile intimidazione che non risparmia nemmeno il movimento leghista: sono certo però che né la Lega, né il Pd si faranno intimidire e nessuno deve diventare complice di chi, approfittando del momento di difficoltà che noi tutti stiamo vivendo, vuole seminare paura e diffondere il virus antidemocratico».

Dura presa di pozione del presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, come commenta così «l’attentato incendiario di chi non casualmente attacca due forze politiche distinte e distanti tra loro ma entrambe sinceramente democratiche. La scelta non è casuale, non è casuale una bomba incendiaria e nemmeno l’aver dato fuoco a uno striscione leghista. Non è un caso che questa provazione sia stata fatta a Vicenza, in quel Veneto che pure sottoposto al pericolo dell’epidemia Covid-19 è riuscito ad affrontare la situazione al meglio. Lo striscione leghista strappato e a cui è stato dato fuoco – spiega Ciambetti – è un chiaro segnale contro Luca Zaia, il leader politico italiano che è stato preso ad esempio anche a livello internazionale per la capacità di affrontare l’emergenza Coronavirus. C’è chi vuole giocare sul disagio della cittadinanza, magari rilanciando tesi insostenibili: ho sempre detto che il Coronavirus non può fermare la democrazia e oggi lo ripeto con maggior forza: siamo davanti a un gesto delirante, a un atto inconsulto, e non dobbiamo né cadere nella provocazione né, tantomeno, in quella paura che questi delinquenti vorrebbero inocularci: facciamo terra bruciata attorno a questi sciacalli».

(ph: imagoeconomica)

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