Congiunti, figli a casa e silenzi: i dubbi degli italiani sulla fase 2

Neanche un accenno all’app Immuni e ai piani sui tamponi e test sierologici. E sugli spostamenti possibili regna il caos

Dopo la conferenza stampa di ieri sera di Giuseppe Conte, dove sono state illustrate le nuove misure per fronteggiare la fase due dell’emergenza Coronavirus, sui social si scatenano i dubbi e le critiche per alcuni punti del DPCM.

Congiunti

Il primo, e forse il più contestato, è la possibilità di andare a trovare i congiunti. «O hai una famiglia di sangue o sei solo. Esistono altri legami, altri congiunti, altre parentele. Non esiste solo il sangue», scrive qualcuno su Twitter. La controversia sta proprio nella parola scelta, congiunti appunto. E’ innegabile che il virus abbia separato affetti, amori e amicizie che vanno oltre il rapporto di sangue e che non necessariamente sono sanciti nel vincolo di matrimonio. Ma non per questo sono meno importanti. «Secondo il Governo, le famiglie “ufficiali” hanno dei diritti, le convivenze magari pluriennali no. L’amicizia, il sentimento più nobile e disinteressato, non viene contemplata. Se non siete sposati per il Governo la vostra vita ha meno valore», scrive qualcun altro sui social. Poi si solleva il problema di chi non ha parenti o chi non vive nella stessa regione della propria famiglia. «Gli affetti che non siano padri/madri o altri parenti, sono altrettanto importanti – scrive un utente – Chi deride le relazioni amorose o di amicizia è solo ridicolo. C’è chi ha solo queste ultime e non i “congiunti”. Credo ci sia ancora una visione antica del concetto di “famiglia”».

Scuole chiuse

Il secondo punto tra i più commentati è sicuramente la questione dei bambini che continueranno a rimanere a casa vista la chiusura delle scuole, mentre molti genitori saranno costretti a tornare al lavoro. «I nostri figli sono fantasmi, dovremo passare i prossimi mesi a capire che fare», scrive qualcuno su Twitter. Calcolando che in questo frangente non potranno nemmeno contare sull’aiuto dei nonni, il rischio è che tutto il peso possa cadere sulle spalle delle madri: «L’inerzia e incapacità di questo governo stanno facendo sì che le donne italiane con figli ragazzi o bambini vengano di fatto relegate al ruolo di donne di casa – si legge in un tweet -. Ditemi voi se questo è accettabile, da un punto di vista civile. Carriere stroncate, lavori interrotti. Incredibile». Nonostante i congedi parentali e il bonus babysitting, le domande sull’accudimento dei piccoli rimangono ancora senza risposta: «I bambini per Conte non esistono. Né come studenti né come persone. Neanche la scuola esiste, solo riapertura a settembre. E intanto? Cosa rispondiamo quando ci chiedono cosa si è deciso per loro? Sono piccoli, mica scemi e lo capiscono che nessuno si sta occupando di loro», si domanda un utente su Twitter.

Gli spostamenti

Anche qui c’è parecchia confusione. «Ancora una volta caos. A fare attività motoria lontano da casa, ma quanto lontano? Posso andare a trovare la fidanzata o solo la mamma? Un nucleo familiare può incontrarne un altro o si muove solo una persona per casa?. E se la fidanzata o il fidanzato abita a pochi metri di distanza dalla propria abitazione come ci si deve comportare? Io abito al confine a 20km dalla mia ragazza, in un’altra regione – racconta un utente su Twitter -. Mi sembra assurdo far vedere gente più distante dentro la regione e noi no. Gli spostamenti sarebbero solo da casa a casa con le dovute precauzioni…». Molta confusione anche sull’affermazione usata più volte dal premier «non sono permessi party privati».

Tempi di riapertura

Messe, musei, bar e parrucchieri: è innegabile che in molti avrebbero voluto un via libera più ampio. «Senza alcuno spirito polemico, ma solo curiosità, sarebbe interessante ricostruire il confronto che ha portato il Comitato tecnico scientifico a essere “molto rigido” sul no alle messe ma assolutamente favorevole alla riapertura dei musei (dei musei…) il 18 maggio», si legge in un tweet.

Silenzio sull’app, tamponi e test sierologici

Tre le grandi questioni su cui molti hanno sottolineato un sospetto silenzio di Conte: l’app di tracciamento “Immuni”, i tamponi e i test sierologici. «Cosa mi aspettavo da questa conferenza stampa di Conte? Magari non di uscire, ma un chiaro piano d’azione su questi tre tasselli. Senza non è la Fase 2: è la Fase 1.01», recita un tweet. E ancora: «Conferenza stampa su fase 2: niente sulla scuola, niente sul sistema sanitario, niente su tamponi e test sierologici, niente su social tracing, niente sulla app ‘immuni’. Basta che ci tengono chiusi e hanno risolto».

(ph: imagoeconomica)