Possamai condanna attacco a Pd e Lega: «Dopo Covid andrà governata la rabbia»

L’esponente del Pd: «Il bigliettino di rivendicazione, firmato da “uno dei tanti italiani” assicurava che il 25 aprile non c’entrava nulla. Sembra un messaggio di vendetta del popolo contro la politica»

«Ieri sono state prese di mira le sedi provinciali del Partito Democratico e della Lega. Chi ha compiuto il gesto si è qualificato all’interno del bigliettino di rivendicazione come “uno dei tanti italiani”, quasi a voler dare il messaggio di una vendetta del popolo contro la politica». Inizia così il post Facebook di Giacomo Possamai, esponente del Pd che dice molto colpito dalla violenza del gesto: «Chi ha compiuto l’atto non si è limitato a una scritta su un muro o a mettere una lettera minatoria ma ha lanciato un ordigno incendiario e ha distrutto una finestra a sassate. Era domenica per cui la sede era vuota ma in quella stanza ci sono spessissimo persone e, non di rado, in quel luogo si tengono incontri anche nei giorni festivi. E’ stato quindi non solo un gesto violento ma che ha costituito un pericolo reale per l’incolumità delle persone. L’aspetto più inquietante sono le possibili motivazioni di un gesto così forte. Visto che l’autore se l’è presa sia con la sede del PD che con quella della Lega, e soprattutto che nel biglietto ha scritto che l’attentato non c’entra nulla con il 25 aprile, probabilmente il movente non è “politico” in senso stretto».

«Restano quindi due opzioni, che in una qualche forma possono anche andare in coppia: può essere il gesto di un pericoloso folle che doveva in una qualche misura sfogare i suoi istinti oppure essere un soggetto che era pienamente consapevole di quello che stava facendo. Non serve nemmeno dire che l’ultima è la peggiore delle opzioni perché potenzialmente è la testimonianza di uno delle sfide più grandi per chi fa politica o ha incarichi istituzionali: dopo la paura della malattia, andrà governata la rabbia per l’emergenza economica e sociale. Tutti gli indicatori dicono che sarà la peggior crisi economica dal Dopo Guerra ad oggi ma ci sarà anche un ulteriore elemento di complicazione. Una crisi tradizionale si articola e si sviluppa nel tempo. Questa crisi è già e sarà ancor di più diversa dalle altre, soprattutto per la velocità con cui questa sta investendo il nostro sistema, le nostre imprese e le nostre famiglie. Sta accadendo tutto molto velocemente, dal giorno alla notte, senza lasciarci il tempo di capire davvero che cosa sta succedendo e di adattarci», continua Possamai.

«Sarà una sfida complicatissima per la quale non esistono ricette semplici: serviranno misure di assistenza al reddito, aiuti concreti alle imprese, rinvio delle scadenze, e tutto quello che abbiamo visto chiedere in queste settimane da sindacati e associazioni di categoria. Ma soprattutto servirà una classe politica all’altezza e che sia capace di capire il momento che sta attraversando e che ancor di più attraverserà il Paese: farsi la guerra e soffiare sul fuoco rischia di trasformare la rabbia in un ordigno incendiario. Non solo sul piano metaforico», conclude.

Fonte e ph: Facebook Giacomo Possamai

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