«Ville Venete a rischio, fondi stranieri pronti a depredarle»

L’allarme lanciato da Donazzan: «Già nelle prossime settimane inizieranno gli appuntamenti per avanzare proposte di acquisizione. Gli imprenditori hanno bisogno di aiuti veri»

«Ho scritto oggi al senatore Adolfo Urso, Vicepresidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (COPASIR), per segnalare la gravità di quanto sta accadendo in Veneto: le nostre Ville Venete, patrimonio mondiale dell’umanità per la loro straordinaria bellezza architettonica, rischiano di essere depredate da qualche fondo o da qualche potentato straniero». Queste le parole di Elena Donazzan, Assessore Regionale al Lavoro del Veneto e Responsabile Nazionale Lavoro e Crisi Aziendali di Fratelli d’Italia.

«Ho ricevuto informazioni dirette su questo rischio durante la mia ricognizione per mettere a fuoco i problemi occupazionali: la fotografia è inquietante più che mai. Fondi stranieri, arabi tra gli altri, che hanno già appuntamenti fissato nelle prossime settimane per avanzare proposte di acquisizione a proprietari già indeboliti dalla tassazione IMU del governo Monti, che si sono visti azzerare le entrate delle gite scolastiche, dei matrimoni e degli eventi nel periodo più favorevole per loro. Il tutto senza alcuna certezza dallo Stato, se non quella di dover pagare le tasse fino in fondo» continua Donazzan.

«Questo governo capisce che si rischia la svendita del patrimonio nazionale? Capisce che gli imprenditori hanno bisogno di aiuti veri e non di indebitamento per pagare le tasse? Tra i settori strategici per l’economia italiana va ricompreso anche il patrimonio monumentale, a maggior ragione se gestito da coraggiosi proprietari privati, vessati da regole e burocrazia a volte inspiegabili e da una tassazione che si somma a costi di manutenzione che lo Stato dovrebbe sostenere” continua l’esponente regionale, che conclude “bene fa Fratelli d’Italia a chiedere l’intervento del COPASIR a tutela degli interessi nazionali e dello scenario economico: questo Governo dà l’impressione di fare gli interessi di altri, cinesi, tedeschi, finanza internazionale. Noi vogliamo fare gli interessi degli italiani e dell’Italia, dalle aziende strategiche al patrimonio culturale e architettonico italiano».

Fonte e ph: Facebook Elena Donazzan