Farmaci: nuovi dati positivi su anti-sclerosi multipla Roche

Roma, 28 apr. (Adnkronos Salute) – Nuovi dati positivi su un farmaco per la sclerosi multipla. Il trattamento con ocrelizumab (Roche) ha ridotto il rischio di progressione della malattia e della disabilità nella sclerosi multipla recidivante e in quella primaria progressiva. Questi dati “apportano ulteriori evidenze al profilo beneficio/rischio del farmaco, compreso l’impatto della malattia sulla vita quotidiana” dei pazienti, si legge in una nota. I dati sono stati selezionati per il 72° convegno annuale dell’American Academy of Neurology (Aan) e verranno messi a disposizione online tramite una presentazione virtuale nelle prossime settimane.
“Le recenti acquisizioni sulle analisi presentate al congresso Aan confermano il profilo di efficacia di ocrelizumab nel minimizzare il rischio di una perdita dell’autonomia motoria e nel preservare il danno a livello talamico, il tutto associato ad un profilo di sicurezza che si conferma favorevole”, commenta Carlo Pozzilli, ordinario di Neurologia presso l’Università degli Studi di Roma Sapienza e direttore del centro sclerosi multipla dell’ospedale Sant’Andrea di Roma.
“Per le persone che soffrono di sclerosi multipla, mantenere la mobilità il più a lungo possibile è estremamente importante. Queste nuove analisi a più lungo termine sono incoraggianti, in quanto dimostrano che iniziare precocemente il trattamento con ocrelizumab potrebbe ridurre il rischio di dover ricorrere a un ausilio per la deambulazione di quasi il 50% nell’arco di sei anni”, dichiara Levi Garraway, Chief Medical Officer and Head of Global Product Development di Roche.
“Rallentare la progressione della malattia a uno stadio patologico più precoce, e non soltanto trattare le recidive, potrebbe generare altri esiti clinicamente significativi nelle persone affette da questa malattia”, aggiunge Garraway. In particolare, i soggetti trattati con ocrelizumab hanno registrato una riduzione del rischio di dover ricorrere a un ausilio per la deambulazione pari al 49% rispetto a quelli trattati con interferone beta-1a nell’arco di 6 anni di studio. I profili di sicurezza nel periodo in doppio cieco e nell’estensione in aperto sono risultati “generalmente coerenti”, aggiunge Roche.
I risultati dei periodi in doppio cieco degli studi di fase III Opera I, Opera II e Oratorio hanno inoltre evidenziato un’atrofia del talamo significativamente inferiore in confronto a quanto osservato rispettivamente con interferone beta-1a e il placebo. Il talamo è una struttura profonda di materia grigia situata all’interno del cervello che agisce come trasmettitore e centro integrativo. Svolge un ruolo fondamentale su reattività, controllo motorio, funzione cognitiva ed elaborazione sensoriale. Con l’utilizzo real-world in rapida crescita e oltre 150.000 pazienti trattati in tutto il mondo, ocrelizumab viene somministrato due volte all’anno (ogni 6 mesi) ed è la prima e unica terapia approvata per la Sclerosi multipla recidivante e la sclerosi multipla secondaria progressiva attiva o recidivante.

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