Fase 2, il Conte veneto chiede il confronto con il Conte romano

Il sindaco di Treviso a nome dei primi cittadini dei capoluoghi veneti: «Siamo stati i tuoi migliori alleati durante l’emergenza sanitaria. Ascoltaci e fidati di noi, lasciaci fare ciò che è necessario per far ripartire una delle locomotive dell’Italia»

I sindaci dei capoluoghi di provincia del Veneto hanno dato mandato a Mario Conte, primo cittadino di Treviso e presidente Anci Veneto, di chiedere un incontro urgente con il Governo. I Comuni veneti sono preoccupati per le modalità della “Fase 2”, una ripresa delle attività che è essenziale per la tenuta economica della regione ma che va gestita con soluzioni “su misura” per avere reale efficacia. È una fase strategica per il dopo emergenza sanitaria e che vede nelle municipalità le istituzioni che più di altre hanno il polso della situazione.

Ecco perché Mario Conte oggi chiederà ufficialmente un incontro a Giuseppe Conte, forte del fatto di rappresentare i sindaci di una regione che ha saputo gestire la Fase 1 in maniera scientifica e con provvedimenti efficaci per il contenimento del contagio. Le videoconferenze periodiche dei sette sindaci Veneti hanno infatti evidenziato due ambiti particolarmente critici per il Veneto: lavoro e aziende, scuole e famiglie. Servono risposte concrete, ad esempio, su uno snodo fondamentale: con la ripresa del lavoro e le scuole chiuse, le famiglie hanno bisogno di servizi per la gestione dei figli. Una questione sulla quale i sindaci di Venezia, Treviso, Belluno, Padova, Rovigo, Vicenza e Verona hanno idee e proposte per le proprie comunità da realizzare in sicurezza. Questo e altro è il contenuto del pacchetto che il sindaco Conte riferirà al Governo, chiedendo che la Regione possa avere maggiore libertà di azione nel realizzare la Fase 2.

«Noi veneti siamo stati i migliori alleati del Governo durante l’emergenza sanitaria», ha detto Mario Conte. «La Regione Veneto ha gestito in maniera ottimale ed è per questo che pensiamo di poter fare altrettanto anche con la ripresa economica. Abbiamo la serietà e la competenza amministrativa per sapere di cosa hanno bisogno le nostre aziende e le nostre famiglie. Chiediamo al premier Conte di ascoltarci e di fidarsi di noi, lasciando al Veneto la possibilità di fare ciò che è necessario per far ripartire una delle locomotive del Paese».