Conte: «Italiani delusi da fase 2? Mi spiace ma devo tutelare loro salute»

Il premier: «Il decreto aprile non risolverà tutti i problemi. C’è il rischio di nuovi focolai, per ora più di così non si può aprire»

Giuseppe Conte, durante un punto stampa a Lodi, ha risposto alle domande dei giornalisti. Dal decreto aprile «verranno risposte, ma non risolveremo tutti i problemi, questo dobbiamo dirlo a cittadini: è difficile rispondere a tutte le richieste, ma cercheremo di intervenire in modo serio e cospicuo, incisivo per dare risposte a gran parte delle classi sociali. C’è tanto da fare per dare grande sostegno alle famiglie in sofferenza ai lavoratori e alle imprese, che saranno il pilastro di questo intervento».

«Abbiamo preso una decisione con coraggio e responsabilità, non possiamo permetterci di procedere con avventatezza e improvvisazione. Il lavoro dei tecnici è stato molto prezioso e ha consentito di realizzare un programma serio e articolato. Mi spiace che molti cittadini siano delusi, ma l’obiettivo prioritario è tutelare la salute. Non possiamo accantonare tutto, lo dobbiamo per rispetto alle vittime e di noi stessi, tutti siamo bisognosi di essere protetti», ha proseguito il premier.

«Dal 4 maggio 4,5 milioni di lavoratori torneranno a lavorare, molti prenderanno mezzi pubblici, è già un rischio. Anche il mezzo privato può essere un focolaio. Ma il motivo per cui le scuole resteranno chiuse e non si ha un grande l’allentamento delle relazioni sociali è che non possiamo fare di più, affrontiamo un rischio calcolato. Il documento redatto dagli esperti confermano queste decisioni. Dobbiamo agire con ragionevolezza e prudenza, ma non possiamo permetterci una situazione fuori controllo, sarebbe una beffa dopo tutti i sacrifici fatti. Gradualmente ci saranno passi significativi se la curva resta sotto controllo. Io sono il primo a volerlo, ma per ora dobbiamo procedere così».

«Gli studi di Pavia e Milano ci confermano i rischi di un contagio ritorno, il rischio di focolai che possano esplodere è molto concreto, ragione che ci spinge a allentare con prudenza. Io ho parlato di chiudere i rubinetti in caso di nuovi focolai, in questa prospettiva ci si è adoperati ad allentare qualche misura sociale, ma essendo sempre pronti ad intervenire. In questo è importante il contributo dei presidenti delle Regioni per un database sempre aggiornato, con stress test della terapie intensive. Incrociando dati, nella prospettiva piuttosto concreta che la curva possa risalire, noi possiamo localmente chiudere i rubinetti, senza buttare al mare gli sforzi fatti. Lo dobbiamo a noi stessi», ha concluso.

(ph: imagoeconomica)