H&M chiude i negozi di Vicenza centro e Bassano

Ancora nessuna notizia certa sul destino dei 34 lavoratori coinvolti. I sindacati: «La priorità deve essere il piano di ricollocazione dei dipendenti»

Nella giornata di mercoledì 22 aprile, si è svolto in modalità remoto, l’incontro tra i sindacati Uiltucs e l’azienda H&M per discutere il futuro occupazionale dei lavoratori operanti presso i 7 punti vendita che saranno interessati alla chiusura, così come annunciato dall’azienda stessa, assistita dalla Confcommercio di Milano.

I negozi che non riapriranno dopo la fase da Covid19 sono quelli di Corso Buenos Aires e di via Torino a Milano (70 lavoratori) e uno a Udine (14 lavoratori). Tra agosto e novembre saranno chiusi quelli di Grosseto (18 lavoratori) e Gorizia (12 lavoratori). Tra agosto e novembre invece toccherà a Vicenza centro (16 lavoratori) e Bassano del Grappa (18 lavoratori).

Il totale delle unità in esubero è 145 così suddivise: 39 part time, 62 full time, 10 tempi determinati e 34 lavoratori a chiamata per i quali la UILTuCS aveva già contestato l’utilizzo improprio della tipologia stessa. «Come UILTuCS abbiamo contestato il metodo e il merito della scelta aziendale, il metodo adottato dall’azienda non è conforme a una buona prassi di corrette relazioni sindacali. Infatti l’azienda nemmeno nell’ultimo incontro avvenuto di recente aveva comunicato ai sindacati la chiusura dei negozi. A detta dell’azienda la decisione di chiudere i 7 punti vendita H&M è stata assunta dalla casa madre svedese, affermando che tale scelta si ritiene indispensabile la continuità degli altri 172 punti vendita».

«Inoltre l’azienda ha comunicato che è disponibile ad attivare tutte le misure di prevenzione atte a contrastare la diffusione del virus nei luoghi di lavoro così come previsto dal protocollo del 14 marzo tra governo e parti sociali e del 26 marzo tra le organizzazioni sindacali e Confcommercio. Su questo punto, come UILTuCS, abbiamo ribadito la disponibilità a discutere fermo restando che, alla riapertura dei negozi, la priorità deve essere il piano di ricollocazione dei dipendenti dei negozi interessati dalle chiusure. La UILTuCS ritiene prioritario il tema della ricollocazione dei dipendenti. Non è accettabile per la UILTuCS che i 7 punti vendita interessati dalla chiusura siano staccati dal resto dell’azienda non prevedendo per i dipendenti la prospettiva di ricollocazione anche alla luce dell’altissima percentuale dei lavoratori a chiamata finora utilizzati, e già a suo tempo contestato dalla UILTuCS. Per quanto esposto la UILTuCS attiverà tutto quanto previsto per le tutele e la salvaguardia dei livelli occupazionali. Il prossimo incontro sempre in modalità remoto è previsto per il giorno 28 aprile alle ore 12».

(ph: shutterstock)