Vicenza, chiusura anticipata (e amara) per la mostra “Ritratto di donna”

Il numero dei visitatori si ferma a poco più di 26 mila. Rucco: «Rammarico e tristezza, secondo le proiezioni avremo superato i 62 mila che avevamo come obiettivo»

«Con grande rammarico e un profondo senso di tristezza dobbiamo arrenderci di fronte all’emergenza sanitaria del Covid 19. Lo facciamo però con la convinzione di aver indicato per il futuro una nuova prospettiva culturale attraverso il coinvolgimento e la collaborazione delle principali istituzioni della città che hanno saputo, con capacità e competenza, rappresentare e valorizzare al meglio la storia, l’arte e l’architettura offrendo a Vicenza un evento espositivo di altissimo livello».. Con queste parole il sindaco Francesco Rucco chiude ufficialmente “Ritratto di donna, il sogno degli anni Venti e lo sguardo di Ubaldo Oppi“, la mostra curata da Stefania Portinari e realizzata dal Comune di Vicenza (assessorato alla cultura e Musei Civici), dal Palladio Museum, dal Teatro Comunale di Vicenza, in collaborazione con Accademia Olimpica e Fondazione Giuseppe Roi.

In questi mesi il gruppo di lavoro si è occupato dei prossimi appuntamenti culturali previsti per lo sviluppo del progetto Grandi Mostre in Basilica. Si sta infatti proseguendo per poter realizzare la seconda esposizione in programma, inevitabilmente rimandata al 2021, dal titolo “Dietro le quinte del Rinascimento. Fare arte nel Veneto di terraferma (1550-1616)”, per la curatela di Guido Beltramini, Davide Gasparotto, Xavier Salomon e Mattia Vinco. Chiuderà il ciclo “Tebe nel Nuovo Regno”, affidata a Christian Greco direttore del Museo Egizio di Torino.

In attesa della nuova grande mostra, che vede slittare l’apertura dal 2020 al 2021 a seguito dell’emergenza Coronavirsu, il sindaco delinea alcune considerazioni su Ritratto di donna: «Un evento che stava crescendo di giorno in giorno e si avviava verso gli ultimi mesi di apertura con ottime prospettive e che Vittorio Sgarbi, uno dei più grandi critici d’arte italiani, ha definito, durante la sua visita nello spazio solenne della Basilica, la mostra più ricca e sofisticata che Vicenza abbia avuto negli ultimi anni».

La mostra, la cui chiusura era prevista il 4 maggio, avrebbe superato i 62.000 visitatori previsti, secondo una proiezione effettuata sul numero dei prenotati effettivi e ipotizzando un trend in crescita dovuto alla stagione primaverile che attrae da sempre in città un notevole numero di turisti. I numeri si sono fermati a 26.197 più 4.185 visitatori prenotati fino al 3 aprile, mentre le prenotazioni dei gruppi superavano le 200 unità.

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