Coronavirus, sindacati: «Coca Cola penalizza i 300 lavoratori di Nogara»

La Cgil chiede un’integrazione alla cassa integrazione e la maturazione di tutti i ratei contrattuali. Ma l’azienda non accetta e dà come motivazione costi troppo alti che porterebbero a rischio licenziamenti

Le ricadute economiche legate al blocco di molte attività si fanno sentire anche sulla filiera agro-alimentare, costringendo diverse aziende a ridurre le produzioni ed a ricorrere alla cassa integrazione. Tra queste, anche Coca Cola che, in Italia, ha previsto l’utilizzo della cassa integrazione per il settore commerciale e per molti stabilimenti, tra cui anche quello di Nogara che conta circa 300 dipendenti.

A comunicarlo, in una nota, è la segretaria generale di Flai-Cgil Verona Mariapia Mazzasette che, se relativamente alla sicurezza ed alla messa in protezione dei dipendenti dello stabilimento di Nogara apprezza l’attenzione e sensibilità dimostrate da Coca Cola adottando prontamente le misure precauzionali per limitare al massimo il rischio di contagio, lamenta invece le decisioni del brand relative all’impatto economico della cassa integrazione.

A fronte della richiesta sindacale e della Rsu di prevedere un’integrazione economica dell’indennità di cassa integrazione a carico dell’azienda e la maturazione di tutti i ratei contrattuali, Coca Cola infatti si sarebbe limitata a riconoscere solo i ratei relativi a tredicesima e quattordicesima, paventando il rischio che i costi determinati dall’accoglimento delle richieste sindacali potessero portare oltretutto ad un ridimensionamento dello stabilimento e quindi del personale.

«I lavoratori della Coca Cola si sentono penalizzati da queste scelte aziendali – si legge nella nota –. Il loro senso di appartenenza è forte, ma chiedono di più. Non è possibile che le politiche dell’azienda siano sempre orientate alla riduzione dei costi del personale, come dimostra anche l’atteggiamento di opposizione della stessa Coca Cola alla ripresa e conclusione della trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale dell’industria alimentare. I lavoratori e le lavoratrici Coca Cola faranno sentire la loro voce, a partire dalla mobilitazione già in programma per il rinnovo del contratto nazionale Industria Alimentare».

 

Tags: ,