«Oppi flop, ora a rischio futuro di cultura e turismo a Vicenza»

I consiglieri di opposizione di centrosinistra di Vicenza intervengono sulla chiusura anticipata della mostra su Ubaldo Oppi “e lo sguardo degli anni Venti” in Basilica Palladiana, sostengono che al di là dell’emergenza coronavirus sia stata gestita male e chiedono in un’interrogazione al sindaco Rucco di rendere conto delle ricadute economiche conseguenti al flop. «Chiude “Ritratto di donna. Il sogno degli anni Venti e lo sguardo di Ubaldo Oppi”: una bella mostra, di cui si è apprezzata la bontà scientifica; essa lascia tuttavia un pesante buco finanziario, che i vicentini si dovranno accollare.
Perché? Più che coronavirus, un modello di gestione sbagliato, con un rischio d’impresa che l’imprudenza dell’Amministrazione scarica ora sul tessuto economico e sociale della città – sostengono i consiglieri comunali di centrosinistra  -. Il buco, inoltre, rischia di mettere in discussione il futuro della Cultura, e quindi del Turismo, della città a partire dal bilancio della Fondazione teatro: per ripianarlo verranno sottratte risorse economiche che proprio in questo difficile momento avrebbero dovuto essere destinate a cittadini ed attività economiche. L’Amministrazione pensa di gestire così anche la prossima mostra, che prevede un bilancio di 2,6 milioni di euro?».

«Sì è conclusa la prima mostra interamente organizzata da questa Amministrazione, ed è stata un fallimento. La chiusura anticipata ha inciso sul risultato finale, ma non può rappresentare un alibi: la mostra non avrebbe comunque raggiunto il pareggio e costerà alla città quasi un milione di euro. Risorse che si sarebbero potute destinare alla crisi economica in atto, con azioni concrete verso le famiglie, le imprese, i commercianti e lavoratori. L’indiscussa qualità della manifestazione – apprezzata dai critici quanto da chi l’ha potuta vedere – rappresenta una aggravante perché dimostra l’incapacità di promuoverla e valorizzarla, soprattutto al di fuori della regione. L’84% dei visitatori infatti è arrivato dal Veneto: un turismo di giornata – mordi e fuggi – che ha lasciato poco sul territorio e che dimostra il fallimento delle attività promozionali e di marketing. Non c’è stata alcune ricaduta economica sull’intero comparto culturale, turistico e commerciale della città, nessun incremento significativo dei proventi della tassa di soggiorno e dalla vendita dei biglietti dei musei civici».

«La mostra non avrebbe superato – alla data prorogata del 3 maggio – i 40 mila visitatori. Tanti quanti quelli totalizzati da “Il trionfo del colore”, evento svoltosi però a Palazzo Chiericati, a dimostrazione che non si è nemmeno riusciti a sfruttare l’effetto “Basilica” (che da sola, anche senza mostre, richiama ogni anno migliaia di turisti); inoltre, con un assai meno diretto coinvolgimento finanziario del Comune. La previsione dell’assessore Siotto di arrivare a quota 62 mila visitatori, necessari nelle dichiarazioni per raggiungere il pareggio, è priva di ogni fondamento. Le visite erano già in vistoso calo: 12 mila nel primo mese, 9 mila nel secondo, nemmeno 5 mila nel terzo; difficile credere che negli ultimi due mesi il trend sarebbe stato capovolto».

«Ci preoccupa che l’Amministrazione non sappia leggere i dati con obiettività, perché nel 2021 è prevista la seconda mostra – “Dietro le quinte del Rinascimento” – con un costo stimato di 2,6 milioni di euro. Se non si comprendono i gravi errori commessi e non si accertano le responsabilità, il fallimento sarà replicato, ed è lecito chiedersi se allora le casse comunali (e le tasche dei cittadini) saranno in grado di reggere questo ulteriore colpo».

«Si interrogano il Sindaco Rucco (in qualità di sindaco con delega alla cultura nella fase di programmazione della mostra) e l’assessore Siotto- proseguono i consiglieri di opposizione –  per conoscere:

1. L’ammontare dei costi sostenuti per l’organizzazione della mostra rispetto ai preventivati 1.670.100 €.
2. L’ammontare dei ricavi dalla vendita dei biglietti e la loro distribuzione nelle fasce di prezzo (interi, ridotto, ridotto minorenni, speciale aperto, gratuito).
3. L’ammontare dei ricavi del bookshop.
4. L’elenco degli sponsor/partner pubblici e privati della manifestazione e l’ammontare del contributo versato da ciascuno di essi.
5. L’ammontare dei contributi versati dal Comune a Fondazione Teatro e CISA dal 2019 in poi.
6. L’ammontare delle perdite complessive della mostra e i motivi per cui l’Amministrazione non ha ancora reso pubblico tale dato.
7. Quale sia il modello matematico utilizzato dall’assessore Siotto che ha previsto a fine mostra il superamento di quota 62.000 visitatori visto che, per raggiungere tale obiettivo, sarebbero stati necessari 18.000 ingressi al mese contro i nemmeno 9.000 dei primi tre mesi di apertura.
8. I motivi per cui la “Convenzione per la valorizzazione della Basilica” sia stata sottoscritta dalle parti solamente due giorni prima dell’inaugurazione della mostra e se tale ritardo abbia comportato ritardi nell’organizzazione e promozione della stessa.
9. I motivi per cui nella suddetta convenzione non è citato il contributo di 350.000 € che il Comune ha versato a Fondazione Teatro e Cisa con la variazione di bilancio all’oggetto 24 del consiglio comunale del 9/5/2019.
10. L’interpretazione dell’art.10.9 della “Convenzione per la valorizzazione della Basilica” – Nel caso in cui a consuntivo si verificassero entrate minori delle previsioni, il Comune di Vicenza valuterà la possibilità di aumentare i contributi ordinari alla Fondazione Teatro nel corso dell’esercizio 2020. Inoltre il Comune di Vicenza, negli esercizi 2020 e successivi, cercherà di ottenere ulteriori contributi e sponsorizzazioni a favore della Fondazione Teatro. – Articolo che apparentemente sembra scaricare sulle spalle della Fondazione Teatro (istituzione molto importante per la città e la provincia, da tutelate e sostenere) il peso del fallimento della mostra.
11. Quando il Comune ha intenzione di stornare alla Fondazione Teatro le spese da essa anticipate per la realizzazione della mostra.
12. I costi preventivati per la mostra “Dietro le quinte del Rinascimento”, la stima di visitatori necessari per raggiungere il pareggio di bilancio e una valutazione sulla capacità delle casse comunali di poter reggere ad un eventuale nuovo insuccesso».

 

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