Cacciari: «Zaia troppo modesto per fare le scarpe a Salvini»

L’ex sindaco di Venezia: «Il presidente del Veneto ha un talento per il compromesso. Basti pensare che è stato vice di Galan senza farsi mai notare e senza nemmeno accorgersi degli scandali»

«Ha affrontato la pandemia in maniera intelligente e accorta, ma non farà le scarpe a Salvini». Massimo Cacciari spiega il gradimento crescente di Luca Zaia che è parte di una Lega che in Veneto «ha sempre avuto cura di allevare una classe di amministratori che avesse nell’attenzione per l’ente locale il suo punto di forza». In una intervista a Repubblica, l’ex sindaco di Venezia afferma che il governatore del Veneto «ha un talento per la mediazione e il compromesso, oltre che la modestia ovvero la capacità di stare al suo posto. E’ stato per un mandato il vice di Galan senza farsi mai notare, e senza nemmeno accorgersi degli scandali dell’allora governatore». Ma a fare le scarpe a Matteo Salvini, secondo Cacciari «non ci pensa affatto. Non gli conviene impelagarsi in una lotta interna. Non gioca ad apparire, non fa il presuntuoso. Forse in cuor suo aspetta che Salvini si logori da solo, ma sa anche di militare in un partito che è una contraddizione di termini, con il rafforzamento delle autonomie da un lato, ma dall’altro è un partito “leninista”. Era già così con Bossi, ed è così anche con Salvini».

Con la crescita inevitabile di Conte, nello stato di emergenza è venuto fuori il premier. E Salvini paga necessariamente il mancato contatto con il popolo» continua Cacciari precisando che «i populismi non sono tramontati neanche a sinistra, basta vedere il governatore campano De Luca. Luca Zaia potrà capitalizzare il suo consenso con la fase 3, in autunno, quando si capirà se Conte saprà affrontare la recessione. Ci attendono almeno un milione e mezzo di disoccupati e milioni di nuovi poveri. A quel punto la responsabilità potrebbe essere tale che si imporrebbe una fase di unità nazionale, come nel 2011, con lo spread a 500. In questo scenario anche Zaia potrebbe giocare le sue carte. Non bisognava passare dalle banche per il finanziamento, ma versare le somme direttamente sui conti correnti – afferma -. Non si rendono conto che molte imprese stanno morendo. Moltissimi imprenditori non riapriranno più. Un errore drammatico», ha concluso.

(ph: imagoeconomica)

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