Vicenza, denunciato ex direttore Musei Civici

Le fiamme gialle ipotizzano incarichi non autorizzati e stipendi non dovuti dal 2007 al 2017: sequestrati 58 mila euro

La Guardia di Finanza di Vicenza nei giorni scorsi, su ordine del giudice per le indagini preliminari, ha eseguito un sequestro preventivo di oltre 58 mila euro nei confronti di Giovanni Carlo Federico Villa, professore in servizio presso l’Università degli Studi di Bergamo, già direttore dei musei civici di Vicenza e nel cda di Fondazione Roi, indagato per i reati di “truffa aggravata” e “falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico”.

L’indagine, svolta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Vicenza, a seguito di attivazione da parte del Nucleo Speciale Anticorruzione Guardia di Finanza di Roma – delegato dal Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha riguardato il settore della tutela della spesa pubblica ed è stata orientata a verificare il rispetto della normativa sulla incompatibilità e cumulo degli incarichi nel pubblico impiego. Secondo quanto riportato dalle stesse Fiamme Gialle, sarebbe emerso che il professore, attraverso una società ad egli riconducibile, ha reso prestazioni professionali con scopo di lucro a beneficio di altre imprese, volte all’organizzazione di eventi nel settore dell’arte e della cultura, dichiarando falsamente all’ateneo orobico, pur essendo ricercatore “a tempo pieno” e, successivamente, professore associato a tempo pieno, di non trovarsi in alcuna situazione di incompatibilità per le mansioni svolte, nonché omettendo di richiedere allo stesso ateneo le previste autorizzazioni allo svolgimento delle suddette prestazioni. Tali condotte, inducendo in errore l’Università di Bergamo, hanno consentito al professore di ottenere, per il periodo novembre 2007 – novembre 2017, ingenti retribuzioni non spettanti. Il danno erariale quantificato in totale sarebbe di oltre 430 mila euro.

Daniele Accebbi, legale di Villa, dalle pagine del Corriere del Veneto commenta: «Per noi le accuse sono infondate, dimostreremo l’assoluta estraneità alle contestazioni nelle sedi opportune».

(ph: imagoeconomica)

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