«Specializzandi pericolosi»: a Padova i giovani medici scioperano

Il direttore sanitario Donato aveva detto: «Escono di casa e hanno una vita sociale molto attiva. Questi soggetti, nel momento in cui si inseriscono in ospedale, creano i maggiori rischi»

«Escono di casa e hanno una vita sociale molto attiva. Sono questi i soggetti che nel momento in cui si inseriscono nell’ospedale creano maggior pericolo». Queste le parole del direttore sanitario Daniele Donato riferite ai medici specializzandi che da tre giorni hanno creato non poco scompiglio all’Università di Padova e all’Azienda Clinica Ospedaliera. Tanto che oggi i giovani medici che si sono impegnati duramente e in prima linea durante questa emergenza hanno incrociato le braccia proclamando uno sciopero.

«Le nostre richieste erano state semplici – scrivono su Facebook -: le scuse formali e pubbliche, la smentita del contenuto delle dichiarazioni e un incontro urgente per chiarimenti e confronto. Invece, le scuse del dottor Donato sono state parziali e non adeguate alla gravità di quanto dichiarato, non smentendo quanto particolarmente affermato. Con una conferma di una modalità reiterata, non è inoltre giunta neppure risposta alla nostra richiesta di incontro. Data l’ennesima dimostrazione di indifferenza e l’apparente disinteresse nel ricomporre la frattura, è stata dichiarata l’astensione degli specializzandi dalle attività formative professionalizzanti». La protesta inizia quindi dal mattino del 4 maggio, «garantendo comunque per i pazienti i servizi di emergenza e nelle aree Covid: questo per la tutela della salute della popolazione nonostante, per legge, i medici in formazione specialistica non siano in alcun caso sostitutivi del personale strutturato».

«Siamo stati identificati come studenti o lavoratori a seconda della convenienza del momento, spesso senza garanzie. Non volevamo arrivare a questo, amiamo il nostro lavoro ma è il momento di ascoltarci», concludono.

(ph: imagoeconomica)