EssilorLuxottica, poca crisi grazie a vendite online: «Siamo gruppo solido»

Il gruppo è positivo: «Nei primi Paesi che hanno riaperto il business ottico è stato uno dei primi settori a ripartire»

Nonostante l’impatto a livello globale dell’emergenza coronavirus, EssilorLuxottica comunica di avere registrato una “buona tenuta” nel primo trimestre, con ricavi consolidati pari a 3.784 miliardi di euro, con una diminuzione su base annua del 10,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (-10,9% a cambi costanti). Risultato segnato da una crescita sostenuta delle vendite fino a febbraio, seguita da un calo significativo nel mese di marzo a causa del COVID-19. Confermata la «solida situazione patrimoniale con 4,9 miliardi di euro di liquidità e investimenti a breve termine».

Peraltro – sottolinea il gruppo – «sebbene il fatturato sia diminuito ulteriormente ad aprile, il bisogno essenziale di migliorare la vista è strutturale e ci si aspetta alimenti la domanda rimasta inespressa quando la crisi si attenuerà, portando il business ottico ad essere uno dei primi settori a ripartire».

EssilorLuxottica segnala come «le vendite online hanno registrato un’accelerazione nel mese di marzo, quando hanno raggiunto il 7% del fatturato della Società, contro il 5% sull’intero trimestre, e sono ulteriormente aumentate ad aprile». Nei primi paesi che hanno riaperto, come la Cina, «le vendite di prodotti ottici sul mercato interno hanno riacquistato slancio dalla fine di marzo».

Commentando i risultati Francesco Milleri, ad e vicepresidente di Luxottica, e Paul du Saillant, ad di Essilor ricordano come «il mercato sta affrontando una crisi senza precedenti e la nostra risposta in questa fase, come azienda di riferimento del settore, è stata guidata dal senso di responsabilità, garantendo la disponibilità sul mercato di servizi e prodotti essenziali per la cura della vista anche agli operatori che lavorano in prima linea nell’emergenza, oltre che nel supportare il business dei clienti e dei partner che rappresenta la linfa vitale delle nostre attività. Le prime esperienze dei paesi nei quali si inizia a riaprire sono incoraggianti e ci dicono che quando la crisi si attenuerà, ci sarà un aumento della domanda che noi saremo pronti a soddisfare», concludono.

(ph: imagoeconomica)

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