Vo’ vuole fare da apripista: «Fateci riaprire agriturismi e bar prima di giugno»

Il sindaco Martini: «Siamo in lockdown da molto più tempo di tutti gli altri. I cittadini sono ansiosi di tornare al lavoro»

«Il settore della ristorazione e dell’agriturismo è un punto forte della nostra economia e purtroppo è tutto fermo da due mesi e mezzo, se dovessero aspettare fino a giugno per riaprire non so davvero come farebbero. Per questo noi vorremmo provare a riaprire un po’ prima ristoranti, pizzerie e agriturismo, anche per fare da apripista nella sperimentazione dei criteri da adottare per il distanziamento». Lo dice all’Adnkronos il sindaco di Vo’ Euganeo, Giuliano Martini, raccogliendo il grido di allarme di tanti suoi concittadini alle prese con l’avvio della fase 2 dell’emergenza coronavirus.

In paese, zona rossa per due settimane tra febbraio e marzo, sono almeno una cinquantina le attività chiuse, fra agriturismi, ristoranti e bar. «Soltanto qualche locale ha iniziato ad attivarsi con l’asporto». Ma qualcosa inizia a muoversi: «Da questa mattina si nota un sensibile aumento del traffico – spiega Martini -. Gli agricoltori sono in campagna a curare i vigneti, stanno riprendendo anche le attività artigianali, fabbri, falegnami».

«I cittadini sono ansiosi di ricominciare a lavorare – conclude il sindaco di Vo’ -per cercare di sopperire al lungo lockdown che ha davvero ridotto al minimo le risorse. Speriamo che la nostra economia inizi a muoversi».