Attività ancora chiuse, Zaia: «Al lavoro per anticipare riapertura»

Il presidente del Veneto: «Non voglio parlare di autonomia ma questa potrebbe essere l’occasione per chiedere altre competenze alla regione»

Il presidente del Veneto Luca Zaia, nella conferenza stampa di oggi, 5 maggio ha annunciato: «Stiamo andando verso i 400 mila tamponi, un numero pauroso. E sono tutti mirati. Abbiamo quasi 37 mila donatori e siamo a 57 mila euro, grazie a tutti».

Spostamenti e attività ancora chiuse

«Abbiamo fatto un’analisi su quelli di ieri, 4 maggio. Sono stati 4 milioni 800 mila e siamo in linea con quelli del 8 marzo quindi pre-lockdown. Questa è la dimostrazione che rispetto alla punta più bassa ieri è stato registrato un +61% di traffico. Quasi normalità. Dico quasi perchè ci sono delle categorie che ancora soffrono. Dobbiamo mantenere la guardia alta ma noi è dal 10 aprile che abbiamo i dati in calo. Noi non possiamo aprirle, non c’è base giuridica. L’ordinanza sarebbe impugnata e rischiamo di mettere nei guai le persone. Però stiamo ragionando con il governo per anticipare le date di apertura ipotizzate ad oggi (18 maggio). Siamo anche convinti che potrebbe essere l’occasione di dare competenze in maniera differenziata in modo che le regioni se la vedano nei propri territori. La sanità è in capo alla regione e noi siamo responsabili della salute dei cittadini quindi il capo della regione potrebbe decidere con un’ordinanza se aprire o non aprire. Tutti noi abbiamo la coscienza della messa in sicurezza e siamo convinti che quando abbiamo le protezioni è sufficiente per garantire la salute di clienti e operatori. Ci vuole buon senso in un Paese che è l’ufficio complicazioni affari semplici».