Brusaferro (Iss) alla Camera: «Ancora in fase epidemica, pochi immuni»

Il presidente dell’Istituto sanitario e il capo della Protezione Civile Borrelli in audizione: «Distribuite 4 milioni di mascherine»

«Stiamo ancora in fase epidemica. Il fatto che la curva dei contagi sia decrescente è positivo ed è il frutto delle misure prese e dei comportamenti degli italiani. Ciò non toglie che abbiamo nuovi casi e che la circolazione del virus sia presente nel Paese, e questo deve portarci ad adottare tutte le misure necessarie». Così Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), in audizione in Commissione Affari sociali della Camera oggi, giovedì.

«I dati mostrano che la percentuale di immuni è ancora molto bassa, anche se è diversa tra le diverse aree del paese, globalmente siamo molto lontani dal 70% necessario alla soglia dell’immunità di gregge. L’obiettivo è contenere il virus, non siamo ancora in grado di immaginare un’eradicazione, che sarà possibile solo con il vaccino» ha proseguito.

«Oggi si fanno circa 70.000 tamponi al giorno, numero che crescerà nelle prossime settimane ma inizialmente era molto più basso – ha aggiunto Brusaferro – Ad oggi i tamponi sono l’unico metodo per individuare l’rna virale. Ma una persona oggi negativa può esser domani positiva, e viceversa».

La Fase 2, ha spiegato il presidente dell’Iss, sarà «basata su tre gambe: la prima è il monitoraggio a livello nazionale e regionale per intercettare focolai, la seconda è garantire strutture per far fronte alle esigenze delle persone affette da Covid. Infine vanno garantiti tutti i servizi sanitari che nella fase 1 sono stati sospesi o limitati ma necessari a rispondere al bisogno di salute della popolazione».

In audizione anche il numero uno della Protezione Civile Angelo Borrelli, che ha stilato un bilancio della Fase 1. La task force messa in campo dal dipartimento per gestire l’emergenza è composta da «500 medici, 500 infermieri, di 1.500 operatori socio-sanitari. Grazie ad essa «dall’inizio dell’emergenza coronavirus sono state emanate 29 ordinanze di protezione civile per disciplinare alcuni interventi come il il rientro degli studenti italiani presenti nei territori internazionali e in aree a rischio, la possibilità di usufruire di deroghe da parte del ministero dell’Istruzione per la conclusione dell’anno scolastico e l’incremento del personale medico» afferma Angelo Borrelli.

Il capo dipartimento ha poi ricordato il ruolo della protezione civile nel monitoraggio dei passeggeri degli aeroporti: «Sono 4 milioni i passeggeri monitorati nei nostri aeroporti, 191 mila persone controllate a bordo di oltre un migliaio di navi transitate nei porti italiani». Di queste, prosegue Borrelli «2.966 sono risultati sopra la soglia di 37,5 di febbre». Tra i compiti della task force, ricorda ancora il capo dipartimento, dall’inizio dell’emergenza «abbiamo dovuto gestire 10 navi da crociera con 9 mila persone a bordo tra passeggeri ed equipaggio». E ancora reperire i dispositivi di sicurezza. «Al 3 maggio Consip ha provveduto a consegnare 3.975.540 dispositivi di protezione individuale e 3.034 ventilatori polmonari» spiega Borrelli.

Il capo della protezione civile ha poi fatto un bilancio della raccolta fondi per far fronte all’emergenza: «Sul conto corrente della Protezione Civile sono stati raccolti fino oltre 142 milioni, di cui 117 milioni già spesi per l’acquisto di dpi».

Infine la difesa della linea di comunicazione tenuta dal Dpc in questa fase, ovvero delle conferenze stampa della Protezione Civile delle ore 18 sul coronavirus, cominciate il 23 febbraio e concluse il 30 aprile. «Sono state un momento di fondamentale comunicazione all’insegna della trasparenza. Ho avuto ritorni positivi dalla popolazione che si sentiva informata per presenza di esperti che illustravano le misure da attuare – ora, ha concluso Borrelli – andrà rimodulata».

(Ph Imagoeconomica)