Regioni mettono Conte alle strette: «Dall’11 maggio riaprire i negozi»

Nel documento sottoscritto dai governatori si chiede al premier un nuovo DPCM il 17 maggio che dia loro piena libertà sulle riaperture

Le Regioni chiedono di essere protagoniste delle decisioni da prendere per organizzare al meglio, sul territorio, la Fase 2 del contrasto all’emergenza coronavirus. Lo chiedono direttamente al Governo, approvando in sede di Conferenza delle Regioni, presieduta da Stefano Bonaccini governatore dell’Emilia-Romagna, un documento poi illustrato e consegnato nella successiva Conferenza Stato-Regioni. E chiedono di poterlo fare, grazie a un Dpcm che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte dovrebbe firmare entro al fine della prossima settimana, ovvero il 17 maggio, il giorno che precede altre possibili riaperture, ipotizzate o già decise come, ad esempio, quella delle messe celebrate con i fedeli nelle chiese.

«Si sta assistendo positivamente in questi giorni alla ripresa graduale delle attività produttive, che in forza di precedenti decreti avevano sospeso le attività – si osserva nel documento delle Regioni – Ma il Dpcm del 26 aprile, nonostante le prime indicazioni per la riapertura, non ha previsto un cronoprogramma relativamente alle numerose attività ancora sospese o chiuse». Secondo i governatori regionali, «c’è il rischio che una sospensione prolungata delle attività economiche non contemplate nel decreto metta fortemente a rischio la sopravvivenza di migliaia di attività economiche, determinanti per le diverse economie regionali e per la tenuta del tessuto sociale del Paese».

La Conferenza delle Regioni osserva con soddisfazione che «i dati epidemiologici sono in costante diminuzione in tutto il territorio nazionale ed è stato attivato un sistema di monitoraggio da parte del ministero della Salute per verificare eventuali recrudescenze dell’epidemia e monitorare il rischio contagio mentre il livello di saturazione delle strutture ospedaliere è in costante diminuzione ed è in corso, anche con il sostegno del Governo attraverso ulteriori e imminenti provvedimenti, il potenziamento strutturale della rete sanitaria. Inoltre, sono stati sottoscritti e sono in corso di sottoscrizione i protocolli per l’individuazione delle misure di sicurezza con le parti sociali a tutela dei lavoratori in tutti i settori economici».

Per questi motivi, i governatori regionali chiedono che «entro il 17 maggio, venga adottato un nuovo Dpcm con il coinvolgimento delle Regioni per consentire alle stesse di procedere autonomamente, sulla base delle valutazioni delle strutture tecniche e scientifiche dei rispettivi territori, a regolare le riaperture delle attività, previa adozione da parte delle imprese di tutte le misure per la tutela dei lavoratori e il contenimento del contagio, come definiti dagli specifici protocolli di sicurezza e fermo restando che la competenza sulla mobilità interregionale è di competenza nazionale».

Infine, le Regioni chiedono che «dal prossimo 11 maggio, possano procedere ad anticipare la riapertura dei settori del commercio al dettaglio, fermo restando la necessaria sottoscrizione dei relativi protocolli di sicurezza con le parti sociali a tutela dei lavoratori».

Fonte: Adnkronos

(ph: imagoeconomica)