Cariverona non sprechi tutti quei milioni da Cdp

La Fondazione scaligera incasserà una notevole somma. Potrebbe investirla in un piano per la tecnologia. Ma il silenzio sulla notizia induce a un sospetto

Nella tristezza generale da Coronavirus, una buona, direi ottima notizia ci è giunta. Cariverona è sul punto di incassare da Cassa Depositi e Prestiti (in foto, il presidente Giovanni Gorno Tempini) ben 432 milioni di euro. Una grande notizia direte, ma chissà perché non divulgata, anzi, “prudenzialmente” semi-nascosta, sia da CdP (e si capisce perché) sia da Cariverona (e si capisce meno). In ogni caso un mega-regalo al presidente della Fondazione, il prof. Alessandro Mazzucco, da parte dell’ingegner Biasi, suo predecessore, anzi a esser precisi da parte dello scomparso avvocato Guido Rossi, che aveva patrocinato Cariverona in una causa che risale al 2012, allorché l’ingegnere ritenne che il comportamento di CdP (governo) era stato indelicato con i veronesi, avendo ridotto unilateralmente dividendi e ruoli di quelli che erano stati azionisti privilegiati. Insomma, una storia che viene da lontano ma che almeno per gli esiti e le cifre meriterebbe qualche squillo di tromba, e forse di più. Invece no, silenzio generale, anche dei soliti sensibilissimi giornali locali. Che gatta ci covi?

La cautela nelle informazioni, si sa, il più delle volte serve a coprire decisioni importanti che è meglio non sottoporre al giudizio della pubblica opinione prima che siano divenute definitive. Di questi tempi, poi, meglio pensare ad altro e rimandare a quando, con tutto comodo, i vertici della Fondazione e la politica avranno preso la decisione migliore. Certe cose meglio pubblicarle a cose fatte, quando non si possono più cambiare. Sfortunatamente, il punto è che oggi 432 milioni più gli interessi (oltre 600) farebbero molto comodo al Veneto, territorio d’azione di Cariverona, così fiaccato dalle conseguenze economiche del Coronavirus e non solo. E potrebbero essere messi in circolo rapidamente.
Oltre 400 milioni costituiscono una cifra importante che se ben utilizzata potrebbe portare il Veneto a colmare alcuni gap con la Germania, un vantaggio per l’intero paese. Nello specifico, ad esempio, con quel denaro, senza intaccare la normale attività, Cariverona potrebbe creare un fondo di investimento apposito per finanziare le imprese che vogliano investire in alta tecnologia, in ricerca, in innovazione, in produzioni sostenibili, in e-commerce. Insomma, un missile molto potente perfar ripartire l’esausta industria veneta, piccola, media e grande. Roba da non crederci, appunto.

I maligni dicono che l’ente guidato da Mazzucco stia già trattando per un accordo i cui esiti non sono esattamente quelli sperabili per i cittadini. As usual, la cosa più importante è conservare il potere, non mettere le risorse al servizio di chi in effetti dovrebbe poterne disporre. Già si parla di un accordo con il Ministero dell’Economia (proprietario di Cdp) per un cambio azioni-debito, per non aggravare i già molti problemi di CdP. Infatti, bisogna riconoscere che mai come di questi tempi Cdp è in difficoltà, un gigante dai piedi d’argilla, con esposizioni praticamente inesigibili con Fincantieri, Alitalia e il peso dei problemi di molte imprese, tra cui, in particolare, Ansaldo Energia. Insomma, qualsiasi investitore privato mai si sognerebbe di mettere i suoi denari oggi e neanche domani in azioni di CdP, tanto meno per riparare a un danno subito, tanto che giustamente l’ing. Biasi aveva fatto capire che Verona non avrebbe mai più avuto a che fare con Cdp.

La vicenda è solo all’inizio. Mentre crediamo che i cittadini avrebbero urgenza di capire quale sarà il destino di tutti quei milioni, è verosimile che ne frattempo si cercherà di allungare al massimo, nel silenzio mediatico, il brodo. Lo stato di necessità vale infatti solo per alcuni, mai per i cittadini o le imprese. Ma cercheremo di tenere i lettori aggiornati sulla questione. In fondo trattasi solo di denaro nostro.