«Burioni, Capua, Galli & C asserviti a informazione non scientifica»

E’ l’atto d’accusa in un post su Facebook del deputato MS e medico chirurgo, Giorgio Trizzino, contro i medici, ricercatori e accademici che si sono prestati alle polemiche mediatiche

Burioni, Pregliasco, Capua, Galli, Silvestri, Rezza, sono i rappresentanti di un mondo scientifico che non ha «saputo resistere alla lusinga della visibilità offerta dai media nel corso dell’emergenza sanitaria e che hanno piegato il loro pensiero” alle “provocazioni di una ‘informazione non scientifica’».

E’ l’atto d’accusa contenuto in un post su Facebook del deputato M5s e medico chirurgo, Giorgio Trizzino, scagliato contro i medici, ricercatori e accademici che si sono prestati alle polemiche e alle contrapposizioni mediatiche sulle terapie o sulle strategie anti-virus nel corso di questi mesi. «Un mondo strano il nostro. Un mondo in cui l’informazione non scientifica – scrive Trizzino – detta i principi della politica, della scienza, dell’etica. Un mondo regolato da gruppi di potere industriale che guardano esclusivamente al proprio interesse e non ai veri bisogni della comunità. Un mondo pieno di insulti se… ‘non la pensi come me”. È quanto accade in Italia da decenni ed è quanto si è riproposto in occasione di questa pandemia, che ha modificato la nostra vita negli ultimi mesi. Un’informazione distorta e malata, che invece di essere asservita al ‘bene comune’ subordina la volontà del singolo all’interesse di chi la manovra». «Ormai – prosegue Trizzino – neanche ci rendiamo più conto di questa distorsione della democrazia, abituati come siamo a farci manipolare la vita da organismi terzi che sono gli organi di stampa e le televisioni o dagli insulti carichi di astio e odio rancoroso dei canali social. Una dipendenza assoluta quasi patologica che ha deviato la nostra consapevolezza ma, fatto più grave, ha dimostrato di voler asservire ai propri fini la Scienza, spesso riuscendoci».

«È il caso di ricercatori e professionisti – continua il deputato M5s – che non hanno saputo resistere alla lusinga della visibilità e che hanno interpretato il ruolo di attori anziché difendere la coerenza delle loro idee. Burioni, Pregliasco, Capua, Galli, Silvestri, Rezza; questi sono solo alcuni dei nomi di coloro che solcano indiscriminatamente tutti i canali televisivi e radiofonici non sottraendo il proprio verbo neanche alla carta stampata. «Ma fin qui si potrebbe anche essere indulgenti rispetto ad una vanità a dir poco spregiudicata. Ciò che non può essere perdonato – scrive ancora Trizzino – è invece l’asservimento del loro pensiero alle provocazioni di una ‘informazione non scientifica’ che ha quale unico obiettivo un proselitismo di tipo mediatico. Giornalisti che si trasformano in politici aggressivi ed irascibili, giornaliste che diventano vere e proprie sacerdotesse supponenti e arroganti, tutti in egual misura rappresentanti di uno sciacallaggio mediatico che rischia di assumere le proporzioni diffusive della stessa pandemia da cui esso stesso dipende». «Qualche nome? Basta guardare i programmi di alcuni canali televisivi per darsi risposta. A questo gioco al massacro – prosegue Trizzino – non si sottrae nessuno di coloro che, pur di continuare a mostrare la propria immagine, oltre che ad esprimere il proprio pensiero, sono disposti a fare compromessi con la propria coscienza».

«Questo Paese – conclude il deputato M5s – merita di più ma deve liberarsi prima da un sistema dell’informazione malato e fuorviante, sullo stile di quanto si verifica nelle dittature, da sempre. La libertà è il bene più grande. Esprimere la propria opinione senza essere insultato o deriso deve essere valido anche per il mondo dell’informazione che deve essere garante di tale principio di libertà e democrazia. Difficile è il peso di garantire e mantenere sempre un pensiero libero, soprattutto quando appare in pericolo. Questo dovrebbe essere il vero il vero mandato di un’informazione sana. Faremmo bene a non scordarcelo mai»

(Ph Facebook Giorgio Trizzino)

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