Grido d’allarme del “Parco natura viva”: «Fateci riaprire o moriremo»

Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del “Parco Natura Viva” di Bussolengo, vicino al Lago di Garda, in provincia di Verona, ha definito l’attuale difficilissima situazione che si trova ad affrontare il parco come una «tempesta perfetta perché noi siamo praticamente chiusi da diversi mesi dato che alla chiusura invernale si è aggiunta la chiusura per l’emergenza Covid e per noi la situazione si sta facendo realmente critica, in inverno
siamo chiusi, apriamo solo qualche giorno a Natale per poi chiudere a gennaio e riaprire i primi di marzo tenendo conto della situazione meteorologica: abbiamo aperto per due giorni nel fine settimana 7 e 8 marzo per poi chiudere dal 9 marzo fino ad oggi».

«Un parco di 42 ettari, che ospita 1.200 animali, 250 specie diverse. Attualmente delle 160 persone che si occupano del parco ora ne sono impiegate 40, cioè quegli operatori che accudiscono gli animali e garantiscono la perfetta funzionalità del parco – prosegue Avesani Zaborra – Siamo una struttura che sfiora costi per 14mila euro al
giorno, una struttura quindi che ha costi di gestione molto alti e se non parte la stagione turistica del Lago di Garda che normalmente ci dà un certo equilibrio economico, senza quel flusso di visitatori la situazione si fa veramente preoccupante. Non possiamo andare avanti con i debiti: l’indebitamento non più essere la soluzione del
problema, diventa un’ipoteca sul nostro futuro, abbiamo bisogno di aiuto ed è necessario ripartire al più presto».

Nel 2019 il Parco Natura Viva ha festeggiato 50 anni. «In 42 ettari di verde tra le colline del Lago di Garda, noi custodiamo un patrimonioimportante – evidenzia Avesani Zaborra – dei 500mila visitatori che varcano i nostri cancelli ogni anno, il 12% sono ragazzi delle scuole dell’obbligo i quali in questo periodo e soprattutto se non si riapre
perdono una importante opportunità di formazione, di educazione e di didattica».

(Fonte Adnkronos)

(Ph. Facebook – Parco natura viva, foto di Cesare Avesani Zaborra)

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