Riaprire tutto a maggio? Ora anche Crisanti dà fiducia: «Si può fare»

«Tra una settimana avremo i primi dati sulla fase due per decidere. Se i casi saranno ancora in diminuzione
si potrebbe riaprire ovunque, ma suggerirei prudenza ad alcune regioni». Lo ha detto, in un’intervista pubblicata oggi su La Stampa, Andrea Crisanti, professore ordinario di Microbiologia a Padova, virologo del cosiddetto “modello veneto”, a proposito delle riaperture annunciate da molte regioni italiane, dalla Liguria, al Veneto alla Calabria. Ma su Piemonte e Lombardia avverte: «Nel loro caso aspetterei qualche settimana’».

E spiega: «Tutto ciò che aumenta i contatti tra persone comporta un rischio, che diventa più accettabile con il calo dei contagi. L’epidemia non è finita e possono crearsi altri focolai. A Vo’ Euganeo abbiamo dimostrato che si fermano se individuati per tempo, esaminati con i tamponi, tracciati nei loro contatti e isolati. Bisogna essere pronti a fare delle microzone rosse, soprattutto in quelle regioni dove l’organizzazione territoriale non è efficiente».

I tamponi vanno fatti mirati per mettere al sicuro un territorio e proteggere quelli confinanti. All’inizio il Veneto aveva più casi della Lombardia, ma siamo riusciti a contenerli”. Lo dice intervistato da La Stampa, Andrea Crisanti professore ordinario di Microbiologia a Padova, virologo del modello veneto. a proposito
dell’utilizzo dei tamponi. E sui test osserva: ”Non permettono di stabilire se si è guariti, valgono solo come sondaggio, e a chi risulta positivo va fatto anche il tampone”.

Sul rischio di una seconda ondata da Covid -19 avverte che, sarà ”ridotta in Italia, l’epidemia potrebbe tornare dall’estero. Bisogna controllare gli aeroporti, tracciare chi arriva e fare tamponi mirati.Servono accordi internazionali”. Infine sul fatto che i nuovi contagiati siano meno gravi precisa: ”La popolazione sensibilizzata si presenta a uno stadio iniziale della malattia dai medici, che ora ne sanno di più, e le nuove infezioni avvengono con una carica virale minore, proveniente dai pochi contagiati in giro e filtrata da
mascherine”.