Zaia non aspetta più: «Riaprire il Veneto il 18 maggio o sarà ecatombe»

Il presidente del Veneto: «Dati positivi, infezioni bassissime e terapie intensive verso covid-free». Partono le lettere per coloro che sono stati ammalati per donare il plasma: ecco come funzionerà

Il presidente del Veneto Luca Zaia, nella conferenza stampa di oggi 11 maggio, ha illustrato il bollettino. «Stiamo andando verso il covid-free nelle terapie intensive e non abbiamo più pazienti da altre regioni. Abbiamo 50 mila prestazioni in piedi, quelle che sono state sospese dall’emergenza. Piano piano le smaltiremo tutte».

Dati positivi, nuove infezioni bassissime

«I dati sono inconfutabilmente positivi, stiamo andando verso la negativizzazione del sistema sanitario. Facciamo il tampone a 10 giorni ai medici in prima linea ed ogni 20 giorni a tutto il resto (case di riposo ecc). Viene fuori che le nuove infezioni sono ormai bassissime. Vi faccio un esempio: su 1200 tamponi hanno trovato 3 positivi. Stiamo andando verso una condizione di sostenibilità. Continua a preoccuparci perchè è altamente contagioso».

Banca del plasma

«Abbiamo già in piedi il piano d’azione con lo schieramento dell’artiglieria pesante per la possibile reinfezione autunnale. Stiamo lavorando alla banca del plasma. E’ importante perchè dobbiamo sempre avere un piano. Avviso i cittadini che sono stati ammalati che arriverà una lettera, non occorre che chiamate. Verrà fatto prelievo preventivo, se anticorpali alti si procede. Chi ha anticorpi bassi non donerà, sarebbe inutile».

Riaperture 18 maggio

«Alle 18 oggi videoconferenza con il governo, non è una riunione per fare prove muscolari. Si parlerà di riaperture alle 18 maggio sulla base di un monitoraggio scientifico e degli indicatori sanitari che ci sono stati dati. Non è un liberi tutti ma coscienti del fatto che si devono portare le mascherine e bisogna avere il rispetto degli altri. Penso che il governo abbia capito che questo ultimo miglio si può farlo meglio con l’ausilio delle regioni. Ormai non si può più parlare di una riapertura uguale per tutti. Aspettare il primo giugno sarebbe un’ecatombe. Per il 18 noi vogliamo aprire servizi alla persona, negozi, bar, ristoranti, centri sportivi, palestre, turismo».