Federalberghi: «Molti hotel non riapriranno, soprattutto quelli di lusso»

Il presidente Boccia: «Non esiste un protocollo e nessuna risposta alle nostre domande. Venezia tra le città più colpite»

«La notte del settore alberghiero italiano è una tragedia: il 95% degli alberghi sono chiusi e nessuno sa quando aprire visto che non si capisce cosa succederà, se si potrà andare da una regione all’altra. E sapendo già da adesso che il turismo straniero quest’anno sarà off limits’». Lo dice intervistato da Il Tempo, Bernabò Bocca presidente di Federalberghi in merito alla crisi del comparto turismo a causa del coronavirus. E riflette: «C’è un tema, come aprire. Non esiste un protocollo, noi abbiamo presentato 15 giorni fa una proposta come Federalberghi alla quale non abbiamo avuto nessun tipo di risposta, per cui i nostri associati si chiedono: ma se per un caso dovessimo aprire cosa succederà?».

Per Bocca, «gli alberghi sono orientati alla non riapertura quest’anno. Soprattutto la fascia alta, quella del lusso. Perché è quella che ha gran parte della clientela extraeuropea (che quest’anno non ci sarà) ed ha un sistema di costi che può tenere solamente con clienti che pagano tanto». E sugli alberghi di fascia media precisa: «La fascia media dipende dove. Adesso stiamo lavorando su luglio e agosto, ovviamente l’italiano se si muoverà in quei due mesi estivi andrà in luoghi di vacanza. Quindi al mare o in montagna. Però anche sul tema del mare dipende da cosa potranno fare gli stabilimenti balneari. Cosa ne sarà dei ristoranti».

«A mio giudizio oggi – sottolinea il presidente di Federalberghi – le destinazioni più colpite sono le città d’arte, tutti quelli che fino a febbraio lavoravano con il turismo straniero. Venezia, Firenze, Roma, Napoli. In termini di fatturato è tanta roba”. ”Il turismo internazionale – dice – è circa il 50% delle presenze del nostro turismo ma, secondo me, pesa almeno tra il 60% e il 70% del fatturato. Turismo ricco. Parliamo di 12 miliardi di euro circa».

(ph: imagoeconomica)

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