Bertucco (VeSiC): «Sboarina apre le porte al conquistatore lombardo»

Il consigliere di opposizione interviene sul preliminare di fusione tra Aim-Agsm e A2A: «In consiglio si dovrà rimangiare l’annuncio su chiusura ciclo rifiuti»

«L’impressione è che la conquista del veneto occidentale da parte dei lombardi sia non solo già iniziata, ma anche in fase avanzata. La comunicazione istituzionale dell’intera partita riguardante la fusione a tre con A2A è rimessa nelle mani dei consulenti della Roland Berger, che giustamente la riducono a livello di una brochure aziendale senza mai parlare del destino delle migliaia di lavoratori e lavoratrici coinvolte». Così Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune sul preliminare di fusione Aim-Agsm e A2A.

«La maggioranza di Sboarina e di Rucco sono spaccate, tanto che prevedono un consistente slittamento dei tempi, forse ad ottobre. L’assessore alle partecipate veronese, di Fratelli d’Italia, ammutolito. – proseguo il consigiere – La Liga Veneta, autonomista soltanto a chiacchiere, deve farsi piacere questa parvenza di multiutility veneta che altro non è che una dependance non solo della Lega Lombarda, ma anche del Centrosinistra che governa Milano e Brescia».

«Il Sindaco non ha nulla da dire neanche sull’ipotesi di parità di consiglieri tra Verona e Vicenza all’interno del nuovo consiglio di amministrazione? Queste non sono le condizioni dalle quali possa scaturire un buon posizionamento di mercato, sono le condizioni di una resa politica. – insiste Bertucco -Grazie al lavoro delle opposizioni, i manovratori sono stati costretti a rimangiarsi l’assioma dell’infungibilità della proposta di A2A, che ora dovranno almeno formalmente confrontare con le altre proposte in campo. Beninteso: In condizioni di disfacimento politico non ci aspettiamo certo un confronto serio o sereno. Nel frattempo mercoledì 20 maggio 2020 verrà convocato il consiglio comunale straordinario richiesto dalle opposizioni (con il sottoscritto come primo firmatario) per vedere di far luce sulla fusione e di confrontarci anche con i lavoratori del gruppo Agsm e con chi aveva presentato altre offerte mai prese in considerazione».

«Dovranno rimangiarsi anche gli annunci sulla presunta chiusura del ciclo di rifiuti, che non è tale se la soluzione è di portarli a Corteolona (Pavia) anziché a Sant’Urbano di Padova. Resta l’incapacità del Comune di Verona, che è anche Bacino autonomo, a provvedere ai propri rifiuti. Quello di Corteolona è un impianto in via di riammodernamento, autorizzato dalla Regione contro la volontà dei 15 comuni limitrofi che dal 2009 gli hanno dichiarato guerra proprio perché fin dall’inizio pensato per importare rifiuti altrui.- conclude – Che politica ambientale sarebbe quella che fa pagare ad un territorio vicino le nostre inefficienze?»

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