Fusione Aim-Agsm e A2A, Ezzelini Storti (Cgil): «Basta tira e molla su lavoratori»

L’appello del segretario della Filctem vicentina dopo il preliminare: «Confronto a carte scoperte. Ma la Regione dov’è?»

«La cosa che traspare è la totale assenza di una regia regionale. In un periodo post pandemia sarebbe normale, probabilmente anche in un periodo non pademico, riflettere sopratutto se gas ed energia elettrica possono essere ceduti alle logiche del libero mercato o necessitano di una politica industriale a vocazione Regionale con un forte ruolo pubblico. Troppo marxista? O troppo realista?»

Così Giuliano Ezzelini Storti, segretario generale Filctem Cgil Vicenza sulla firma del preliminare di fusione tra Aim-Agsm e A2A.

«Invece assistiamo ad una volontà di autonomia locale Veneta da Roma, ma il nostro territorio diventa “terra di conquista” di altre regioni o addirittura del privato senza che nessuno a livello veneziano dica qualcosa o apra un dibattito su questo tema fondamentale anche per la futuribile ripresa. Una governace locale, una regia regionale, sulle tariffe, sull’agevolazione sulle “bollette” alle industrie o al singolo cittadino: non sono un tema sufficientemente importante? – prosegue il sindacalista – Non è mia intenzione banalizzare un argomento complesso, “regia regionale” vuol dire altro… significa sviluppo del settore in assistenza ad una politica industriale…. che manca».

«Per la Filctem CGIL di Vicenza tutto questo si abbina con l’attenzione al lavoro e ai lavoratori: guai a pensare che questo sia scollegato. Vorrei ci ricordassimo di loro, del loro impegno e, senza esagerare, anche del loro sacrificio in questo periodo di pandemia» ricorda Ezzelini Storti.

«Ora finalmente sembra si parli di piano industriale, non solo di “alchimie ripartitorie” fra Verona e Vicenza….o A2A – prosegue – Le organizzazioni sindacali unitariamente da tempo chiedono di averne visione: quando sarà possibile? Ma si può continuare in un gioco “tira e molla” sulle spalle dei cittadini, dei lavoratori e delle imprese dove non si capisce di chi sia la regia? Possiamo permetterci in questa di emergenza sanitaria di proseguire come non fosse successo nulla?»

E conclude: «In questa fase storica ci vorrebbero scelte straordinarie, bisognerebbe avere il coraggio anche di ripensare, se necessario, quanto si è deciso fino ad oggi: avremo tempi difficili per l’economia locale e nazionale, non vorrei che per fretta ci trovassimo alla fine nell’incapacità di governare “con mezzi propri” una ripresa figlia del mercato finanziario e non delle persone. Basterebbe un confronto chiaro e a “carte scoperte”… sarebbe ora!»

 

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