Mascherine, Arcuri chiude la polemica: «Il prezzo resta 0,50. E io non faccio il fornitore»

Il commissario straordinario per l’emergenza coronavirus anche sui test sierologici: «Risolto nodo privacy. Abbiamo il migliore»

«Lavoriamo nell’esclusivo interesse dei cittadini al fine di tutelare al meglio la loro salute. Qualche volta faccio degli errori, per i quali mi aspetto critiche e se serve reprimende», ma «solo dai cittadini». Così il commissario straordinario per l’emergenza coronavirus Domenico Arcuri in occasione della conferenza stampa settimanale alla Protezione civile. «Noi stiamo facendo la nostra parte – ha aggiunto – e lo facciamo mettendoci la faccia. Dunque benvenute le critiche» dei cittadini, «ma solo da loro». «Il prezzo delle mascherine resterà quello e cioè 0,61 centesimi. Inclusa l’Iva e non cambierà. È il prezzo giusto. Purtroppo per gli speculatori e per le categorie a essi simili, che se ne devono fare una ragione. La giungla non tornera».

«Nell’ultima settimana – ha detto poi Arcuri – abbiamo distribuito 36,2 milioni di mascherine alle Regioni, il 40% in più della settimana precedete e 208,8 milioni da inizio dell’emergenza. In tutto ce ne sono 55 milioni nei magazzini Regioni, sono sufficienti e continuiamo a distribuirli a personale sanitario, Forze ordine e Pa, trasporti pubblici locali, più Rsa e polizie locali. Da domani – ha aggiunto poi Arcuri – con le Regioni condivideremo la possibilità di inviare loro alcuni milioni di mascherine di comunità per distribuirli a categorie più deboli».

«Non è il commissario a dover rifornire le farmacie né i loro distributori, né si è mai impegnato a farlo. Né sono io a dover rifornire Confcommercio, Conad Federdistribuzione e Coop. Il commissario si è impegnato ad integrare le forniture, ove sia possibile, che queste categorie si riescono a procurare attraverso le loro reti» ha chiosato Arcuri.

«I test sierologici su 150mila italiani sono in ritardo perché si è dovuta attendere la norma sulla privacy – ha proseguito il Commissario – Il 26 aprile il nostro compito era concluso: abbiamo bandito e accelerato la gara e trovato il fornitore, giudicato il più eccellente dagli scienziati che ha messo a disposizione gratuitamente 150mila test. Oggi è il 12 maggio, cosa è successo? Si è dialogato – ha spiegato – con l’Agenzia per la privacy che ha il dovere di tutelare la privacy dei cittadini e si è attesa la norma». Sabato quella norma è stata emanata, ha aggiunto, «e da ieri sono iniziate le operazioni per avviare i test sierologici».