Verona, dopo 19 anni risolto il mistero dell’omicidio Schiesaro

Trovato nella sua abitazione, era stato colpito 70 volte con delle forbici al collo e alla schiena. Ad incastrare il killer il dna e le nuove tecniche scientifiche

La Polizia di Stato ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Verona su richiesta della Procura della Repubblica di Verona a seguito delle indagini condotte dal quella Squadra Mobile, dal Servizio Centrale Operativo e dalla Polizia Scientifica di Roma, nei confronti di Lon Lacanu, 65 anni cittadino rumeno ritenuto responsabile dell’omicidio aggravato di Antonio Schiesaro avvenuto a Verona nel maggio 2001.

Le indagini erano state avviate a seguito del rinvenimento del cadavere dell’uomo, all’interno della propria abitazione, colpito violentemente e ripetutamente da numerosi colpi di arma da taglio. In particolare, lo stesso era stato colpito circa 70 volte al collo e alla schiena con una forbice d’acciaio. Le attività investigative si rilevarono immediatamente complesse. La vittima era solita frequentare la zona della stazione ferroviaria alla ricerca di giovani, per lo più stranieri, con i quali consumare occasionali rapporti sessuali, in cambio di ospitalità. Sulla scena del crimine furono rilevate, in sede di sopralluogo, moltissime tracce di sangue anche sui bordi della vasca da bagno. Tale circostanza fece ritenere che l’autore dell’omicidio, dopo aver consumato il delitto, si fosse lavato al fine di cancellare le tracce riconducibili alla sua persona. Infatti, tutti gli sforzi investigativi non consentirono, all’epoca, di individuare l’autore/i dell’efferato delitto che rimase, pertanto, insoluto.

Di recente, a seguito di specifici approfondimenti e rivisitazione di tutti gli elementi investigativi disponibili da parte del gruppo di lavoro U.D.I., costituito al fine di riesaminare con nuove tecniche scientifiche i casi insoluti, sono emersi univoci elementi indiziari di natura genetica nei confronti di Ion Lacanu pregiudicato e senza fissa dimora, che fino ad allora era rimasto estraneo a tutte le attività d’indagine. Lo stesso, autore di condotte violente anche nei confronti della compagna, alla quale aveva dato fuoco a seguito di una banale lite, è stato rintracciato sul litorale di Ostia dal personale della Squadra Mobile di Roma e del Commissariato di P.S. ”Ostia Lido” dove aveva trovato rifugio all’interno di una roulotte.

Fonte: Adnkronos

(ph: imagoeconomica)

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