«Molti operatori terapie intensive con sindrome reduci guerra»

Lo rivela la Siaarti che parla di «ondata di disturbi post traumatici»

Roma, 13 mag. (Adnkronos Salute) – “L’emergenza coronavirus a cui abbiamo dovuto rispondere è stata durissima. Oggi abbiamo diversi operatori delle terapie intensive, medici e infermieri, che hanno una sindrome osservata nei reduci del Vietnam, la sindrome post traumatica”. Lo rivela la presidente della Società italiana di anestesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), Flavia Petrini, che parla di “ondata” di disturbi post traumatici tra gli operatori sanitari che hanno lavorato in prima linea.
“Si sta offrendo supporto psicologico. Tutti gli ospedali hanno cercato di offrire un ‘pronto soccorso emotivo’. Gli operatori hanno reagito, al momento, sotto l’onda dell’adrenalina. Ma adesso, che stanno continuando a lavorare, non sono solo stanchi fisicamente, ma sono anche più fragili, emotivamente”.
Per questo, “stiamo ragionando con l’Istituto Superiore di Sanità e con il Cts per valutare l’aumento di burnout legato a questa sindrome. Abbiamo studi in corso con la Società di psichiatria a cui abbiamo offerto la nostra collaborazione diffondendo questionari agli anestesisti. Sono coinvolte anche le società degli infermieri di area critica. Anch’io ho compilato il questionario”, conclude Petrini.

Tags: , ,